Home Primo PianoMesagne Calcio, Sibilio scopre le carte: «L’anno prossimo porto il titolo a Fasano». Le preoccupazioni erano fondate

Mesagne Calcio, Sibilio scopre le carte: «L’anno prossimo porto il titolo a Fasano». Le preoccupazioni erano fondate

da redazione sport

Alla fine le preoccupazioni erano fondate. Quello che fino a pochi giorni fa sembrava soltanto un rischio, più volte paventato anche dalla nostra testata, oggi trova conferma nelle parole dello stesso Tiziano Sibilio, presidente di fatto del Mesagne Calcio e ancora legato alle vicende societarie dell’Us Fasano. Il titolo sportivo della squadra gialloblù potrebbe lasciare Mesagne al termine di questo campionato per trasferirsi a Fasano. Non si tratta più di indiscrezioni, supposizioni o ricostruzioni giornalistiche. A dichiararlo è stato proprio Sibilio, ieri, durante un confronto con i tifosi fasanesi.

Le sue parole non lasciano molto spazio alle interpretazioni: «L’anno prossimo, se non riuscirò a riavere la Serie D, avendo acquistato il Mesagne lo porto a Fasano con il nome Fasano per ripartire minimo dalla Promozione e non dalla Terza Categoria, che non è la stessa cosa».

Ecco, dunque, spiegato il progetto. Il Mesagne Calcio, almeno nelle intenzioni dichiarate da Sibilio, rappresenterebbe una possibile soluzione per consentire al Fasano di ripartire da una categoria superiore rispetto alla Terza. Una prospettiva che, naturalmente, dovrà fare i conti con le disposizioni federali e con le procedure previste per un eventuale trasferimento del titolo sportivo. Ma il dato politico-sportivo, prima ancora di quello regolamentare, è evidente: il futuro del Mesagne potrebbe essere già scritto, e non sarebbe a Mesagne.

La questione assume contorni ancora più delicati se si ripercorrono le dichiarazioni delle ultime settimane. Soltanto pochi giorni fa, dopo la pesante sconfitta dei gialloblù a Latiano, avevamo chiesto direttamente a Sibilio se l’obiettivo fosse quello di portare il titolo a Fasano. La sua risposta era stata netta: «Al momento non ci sono queste intenzioni». Una precisazione che oggi, alla luce delle nuove dichiarazioni, assume un significato diverso. Quel riferimento al momento lasciava evidentemente aperta una possibilità che adesso è stata illustrata pubblicamente ai sostenitori fasanesi.

E che dire delle ripetute rassicurazioni della presidente onoraria Daniela Rini? Più volte, di fronte ai dubbi sul futuro della società, aveva sostenuto con fermezza: «Non vendiamo e non consegniamo il titolo». Parole che avevano cercato di tranquillizzare l’ambiente gialloblù, ma che oggi appaiono difficilmente conciliabili con quanto annunciato da Sibilio. Chi decide realmente il futuro del Mesagne Calcio? Quale valore hanno quelle rassicurazioni? E soprattutto, quale progetto sportivo si sta costruendo per una città che rischia di ritrovarsi nuovamente senza una squadra nel campionato di Promozione?

Sibilio, nel suo intervento, ha voluto ribadire anche il proprio attaccamento al Fasano: «Sono e resto il presidente dell’Us Fasano, non mi sono dimesso e non mi dimetterò». Ha poi precisato che il suo impegno economico nel Mesagne nasce da una richiesta di aiuto ricevuta quest’anno, rivendicando il diritto di investire liberamente le proprie risorse.

«Il Mesagne gioca a Mesagne quest’anno e Fasano rimane Fasano», ha spiegato. Una frase che, tuttavia, contiene un limite temporale preciso: quest’anno. Sul prossimo, invece, Sibilio ha già indicato una strada, subordinata al mancato recupero della Serie D.

Ed è proprio questo il punto che dovrebbe preoccupare i sostenitori gialloblù. Che senso assume, adesso, il campionato del Mesagne? Quali motivazioni potranno accompagnare i calciatori e i tifosi nelle prossime partite, con la consapevolezza che la società potrebbe cambiare città e denominazione al termine della stagione?

Naturalmente, chi ama il calcio e i colori gialloblù potrà continuare a sostenere la squadra. I calciatori meritano rispetto per il loro impegno e per il lavoro che svolgono ogni settimana. Ma sarebbe altrettanto sbagliato chiedere ai tifosi di ignorare una questione così importante per il futuro sportivo della città. Non si tratta di mettere in discussione il diritto di Sibilio a investire il proprio denaro o il suo legame con Fasano. Si tratta di capire quale destino attenda una società che porta il nome di Mesagne, indossa i colori gialloblù e rappresenta una storia calcistica che appartiene alla comunità.

A questo punto servono risposte chiare, soprattutto da parte di chi, fino a ieri, aveva escluso qualsiasi ipotesi di cessione o trasferimento del titolo. Perché tra le rassicurazioni rivolte ai tifosi mesagnesi e le dichiarazioni rilasciate a quelli fasanesi esiste una contraddizione che non può essere liquidata con poche parole. Il Mesagne giocherà a Mesagne fino alla fine di questo campionato. Per il prossimo, invece, Sibilio ha già annunciato le proprie intenzioni. Non è ancora un trasferimento formalizzato, ma è molto più di una semplice voce.

Il rischio, ormai concreto, è che il titolo di Promozione del Mesagne sia destinato a diventare lo strumento per la ripartenza del calcio fasanese. E mentre a Fasano si discute del futuro, a Mesagne resta una domanda alla quale qualcuno dovrà rispondere: che cosa rimarrà del Mesagne Calcio quando questo campionato sarà finito?

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