Il fuoco può distruggere muri, arredi e attrezzature, ma non può cancellare 45 anni di storia, sacrifici e passione.
A Mesagne la famiglia Cipriano ha dimostrato che, quando le radici sono profonde, anche dalle ceneri può nascere una nuova primavera. Dopo 105 giorni da quel maledetto 30 giugno, la storica Pizzeria Canadese ha riaperto le porte ai suoi clienti. E questa volta il profumo della pizza ha avuto anche il sapore dolcissimo della rivincita.
Era bastato un problema a un frigorifero per trasformare in pochi istanti un’intera vita di lavoro in un cumulo di macerie. Le fiamme avevano divorato il locale, ma soprattutto avevano tentato di cancellare i ricordi, le fatiche e i sogni di una famiglia che da quasi mezzo secolo rappresenta un pezzo della storia gastronomica e sociale di Mesagne.
Carlo, per tutti Carlino, mamma Italia, Michele, Laura e Mauro hanno conosciuto lo sconforto di chi vede andare in fumo il frutto di decenni di sacrifici. Quarantacinque anni di mani infarinate, di impasti preparati con amore, di serate trascorse davanti a un forno e di clienti diventati, nel tempo, amici di famiglia.
Ma il fuoco aveva fatto male i conti. Perché si possono bruciare le cose, non la volontà di ricominciare.
E così, dopo 105 giorni, quel forno è tornato ad accendersi. La Pizzeria Canadese si presenta oggi con un volto nuovo, locali rinnovati e un’immagine ancora più bella. Ma dietro il bancone ci sono sempre le stesse persone, gli stessi sorrisi e quella passione che nessun incendio è riuscito a spegnere.
Al taglio del nastro hanno partecipato anche il sindaco di Mesagne, Francesco Rogoli, e Toni Matarrelli, oggi presidente del Consiglio regionale e uno dei clienti storici della pizzeria. Una presenza che testimonia il legame tra questa attività e la comunità mesagnese.
L’inaugurazione ha rappresentato soprattutto l’occasione per dire grazie. La famiglia Cipriano ha voluto dedicare questa giornata a quanti, nei mesi più difficili, non hanno fatto mancare una parola di conforto, un gesto di solidarietà o un aiuto concreto.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Steven Parpanesi, che ha donato la nuova insegna del locale, e a Pamela, titolare del laboratorio di latticini “La Magnifica”, per il contributo offerto alla rinascita della pizzeria. Gesti che vanno oltre il loro valore materiale e raccontano quanto possa essere forte il senso di comunità nei momenti di difficoltà.
«Vogliamo ringraziare di cuore tutta la comunità mesagnese che non ci ha mai lasciati soli», è il messaggio della famiglia Cipriano, che ha voluto esprimere riconoscenza a tutti, senza distinzioni.
C’è una parola che forse racconta meglio di tutte questa storia: passati. Sono passati 105 giorni. Sono passati lo sconforto, la paura e le notti trascorse a chiedersi se sarebbe stato possibile ricominciare. Non sono passati, invece, l’amore per il proprio lavoro, la voglia di stare insieme e la fiducia nel futuro.
A Mesagne, dunque, il forno della Canadese è tornato a scaldarsi. E questa volta non c’è nessun incendio da raccontare, ma soltanto una famiglia che ha trovato la forza di rialzarsi.
Perché il fuoco, il 30 giugno, aveva spento un forno. Non aveva spento il cuore di Carlino e della sua famiglia.







