Riceviamo e pubblichiamo: Il dibattito sollevato dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Omar Ture, in merito al flop della manifestazione “Mesagne in Shopping” merita un’analisi approfondita, utile a smascherare una lettura superficiale del problema. Ture ha espresso un totale disaccordo con la gestione dell’evento, dichiarando che l’iniziativa non è riuscita a causa di scelte organizzative sbagliate, in particolare per l’inadeguatezza del giorno e dell’orario, lamentando inoltre la forte congestione del traffico che ha paralizzato la viabilità cittadina.
Sebbene il caos automobilistico sia sotto gli occhi di tutti, l’analisi del consigliere confonde l’effetto con la causa, fallendo nell’individuare il vero nodo strutturale: “Mesagne in Shopping” non fallisce per le lancette dell’orologio o per il calendario, ma perché manca completamente di una vera e propria via commerciale d’impatto.
Attribuire il mancato successo a un martedì sera o a un orario prolungato significa non voler vedere la realtà. Se una città possiede un asse commerciale attrattivo, i cittadini e i visitatori si riversano nelle strade a prescindere dal calendario. Il vero motivo per cui l’evento – promosso proprio dal nostro DUC Castrum Medianum – è apparso slegato e privo di ritorno economico risiede nella frammentazione del tessuto urbano. I negozi sono isolati, intervallati da zone d’ombra, e manca un percorso lineare e riconoscibile che invogli alla passeggiata e all’acquisto.
La congestione del traffico lamentata da Ture è proprio la conseguenza diretta di questa disorganizzazione: in assenza di un’isola commerciale pedonale definita e servita da parcheggi di interscambio, le auto assediano il centro alla ricerca di un posto, trasformando quello che doveva essere un salotto a cielo aperto in un ingorgo a motori accesi.
Una vera via commerciale non è un semplice elenco di negozianti che alzano la saracinesca nello stesso momento per un evento spot: è l’asse portante dell’economia di una comunità! Dovrebbe essere un’area urbana continuativa, preferibilmente pedonalizzata, dotata di un arredo omogeneo, illuminazione adeguata e spazi sicuri per i pedoni. Un simile modello crea un “effetto centro commerciale all’aperto”, capace di trattenere il cliente, incentivare il commercio di vicinato contro i giganti del web e qualificare l’immagine turistica di Mesagne.
Senza questa spina dorsale fisica, gli sforzi dei commercianti sono vani. Il Comune possiede già lo strumento giuridico e strategico ideale, ovvero il Distretto Urbano del Commercio. Tuttavia, l’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Rogoli non può continuare a usarlo solo come cabina di regia per mini-eventi isolati.
Invito pertanto la Giunta e il Consiglio Comunale a sfruttare le piene facoltà del DUC per un’iniziativa urbanistica coraggiosa: delimitare e finanziare la nascita di una via dello shopping permanente. Servirebbe un piano programmatico che preveda pedonalizzazioni stabili, interventi massicci sull’arredo urbano identitario e forti agevolazioni per le riaperture dei locali sfitti lungo quell’asse. Solo trasformando la teoria del Distretto in una reale e tangibile infrastruttura urbana, Mesagne potrà finalmente ospitare eventi di successo, eliminando il traffico e offrendo una vera alternativa economica ai propri commercianti.







