Ci sono persone che continuano a indicarti la via anche quando non ci sono più. Ilaria è così.
E nel giorno del suo anniversario, ViviLaria sceglie ancora una volta di trasformare il ricordo in qualcosa che accade: qualcosa che incontra, che dona, che accoglie, che lascia un segno.
Tre momenti diversi. Tre linguaggi diversi. Un unico, grande abbraccio.
La donazione del sangue, domenica mattina 20 settembre, in collaborazione con FIDAS Mesagne, perché donare significa scegliere la vita. È un gesto concreto, silenzioso, prezioso. È mettere qualcosa di sé a disposizione di qualcuno che forse non incontreremo mai. È dire, con un gesto semplice e potentissimo, che la vita può continuare anche attraverso il dono di un’altra vita.
Poi il teatro, con la rappresentazione Lady Up, domenica sera. Perché Ilaria amava le storie, le persone, le emozioni. E perché il teatro ha la straordinaria capacità di farci uscire, almeno per un momento, da noi stessi per entrare nella storia di qualcun altro. Ci insegna a guardare oltre ciò che appare, a riconoscere la fragilità, ad accogliere la diversità, a comprendere che nessuno dovrebbe essere definito dalle proprie difficoltà. È uno sguardo che include. Che non giudica. Che accoglie. Che riconosce nell’altro una parte di noi.
E poi, lunedì 21 settembre, nel giorno del quarto anniversario della nascita al Cielo di Ilaria, la Santa Messa e, a seguire, la catechesi di don Luigi Maria Epicoco.
Un momento in cui fermarsi, ascoltare e cercare una luce. Perché la fede non cancella l’assenza.
Non restituisce ciò che abbiamo perduto. Ma può insegnarci a trasformare il dolore in amore e l’assenza in una presenza diversa. Una presenza che non si vede, ma che continua a camminare accanto a noi.
Ed è forse proprio questo il senso più profondo di questi giorni. Non ricordare Ilaria soltanto guardando indietro, ma continuare a camminare nella direzione che lei ci ha indicato.
E dentro tutto questo ritroviamo ciò che Ilaria ha lasciato nel cuore di chi l’ha conosciuta e ciò che ViviLaria cerca ogni giorno di custodire e seminare: la cura per gli altri, l’attenzione ai più fragili, il coraggio di essere se stessi, la bellezza dell’incontro, la gratuità del dono, la forza della speranza.
Tre eventi. Un solo filo: la Vita.
Quella vita che Ilaria ha amato profondamente.
Quella vita che oggi ViviLaria prova a custodire, soprattutto accanto ai giovani, aiutandoli a scoprire che vale la pena viverla pienamente, con coraggio, rispetto, libertà e amore.
Per questo non vogliamo semplicemente ricordare Ilaria. Vogliamo che il suo ricordo continui a generare qualcosa. Un gesto. Un incontro. Un’emozione. Una speranza.
E allora tutto questo è, ancora una volta, nel segno di ViviLaria.
Un nome che è diventato un modo di vivere. Vivi. Ama. Dona. Abbi cura.
Per Ilaria.
Per ciò che è stata.
Per ciò che continua a essere.
Per tutto l’amore che ancora resta.
Sempre.







