Home Attualità“Oltre l’Adriatico: memorie di un esodo” – Gli studenti incontrano il dott. Giovanni Nardin

“Oltre l’Adriatico: memorie di un esodo” – Gli studenti incontrano il dott. Giovanni Nardin

da Cosimo Saracino

Nei giorni di ieri e oggi, nell’Aula Magna della scuola Maja-Materdona, si è svolto l’incontro dal titolo “Oltre l’Adriatico: Memorie di un Esodo”, un significativo momento di riflessione dedicato alla Giornata del Ricordo, che ha coinvolto gli studenti delle classi terze dell’istituto.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione per approfondire una pagina complessa della storia italiana del secondo dopoguerra e per riflettere sul valore della memoria.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali del Dirigente scolastico, che ha sottolineato come ricordare il passato significhi esercitare una forma concreta di cittadinanza attiva, capace di rendere i giovani più consapevoli e responsabili.

A seguire è intervenuta la Presidente dell’Inner Wheel Mesagne Appia Antica, che ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra scuola e associazioni del territorio nel promuovere iniziative culturali e momenti di approfondimento storico.

La mattinata è proseguita con un inquadramento storico del contesto del confine orientale italiano nel secondo dopoguerra. Attraverso una breve sintesi e la proiezione di mappe e immagini d’epoca, gli studenti hanno potuto conoscere meglio la realtà dell’Istria e della città di Pola, comprendendo le vicende legate alle foibe e al dramma dell’esodo giuliano-dalmata che coinvolse migliaia di italiani costretti ad abbandonare le proprie terre.

Il momento centrale dell’incontro è stato l’intervento del dott. Giovanni Nardin, che ha condiviso con i ragazzi la storia della propria famiglia, originaria di Pola, e il difficile periodo vissuto sotto il regime jugoslavo di Tito. Particolarmente intenso è stato il racconto della strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto 1946, un tragico evento che segnò profondamente la comunità locale e la vita di molte famiglie.

Di grande impatto emotivo è stato anche l’ascolto della testimonianza radiofonica del 1996 della signora Jolanda Nardin Micheletti, che ha permesso agli studenti di entrare in contatto diretto con la memoria di quei giorni drammatici. In questa occasione è stata ricordata anche la figura del medico Geppino Micheletti, esempio di straordinario altruismo per l’impegno con cui soccorse le vittime della tragedia.
Nel corso dell’incontro si è poi riflettuto sull’amarezza dell’esodo, sul dolore di lasciare la propria terra e sulle difficoltà affrontate dai profughi nel tentativo di ricostruire una nuova vita in Italia. Un tema che ha suscitato nei ragazzi importanti riflessioni sui valori dell’accoglienza, dell’identità e della solidarietà.

La mattinata si è conclusa con un dialogo aperto tra gli studenti e il relatore, durante il quale i ragazzi hanno posto domande e condiviso riflessioni, dimostrando grande partecipazione e interesse.
L’incontro si è chiuso con un messaggio chiaro e significativo: la memoria della storia deve diventare uno strumento per costruire pace, rispetto e dialogo tra i popoli, affinché tragedie come quelle raccontate non si ripetano mai più.

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