Home PoliticaPd Mesagne, confronto aperto sul voto e primi ragionamenti sulla giunta Rogoli

Pd Mesagne, confronto aperto sul voto e primi ragionamenti sulla giunta Rogoli

da Cosimo Saracino

Quasi tre ore di confronto, in un clima sereno, rilassato e caratterizzato da interventi di elevato spessore politico. Il Partito Democratico di Mesagne si è riunito nella sede di via Roma, ancora oggi quartier generale della campagna elettorale che ha portato Francesco Rogoli alla guida della città, per analizzare il risultato delle amministrative del 24 e 25 maggio e avviare una riflessione sul futuro assetto del governo cittadino.

All’incontro hanno partecipato la segreteria, il direttivo, numerosi attivisti e candidati del partito. Presenti anche il presidente del Consiglio regionale Toni Matarrelli e il sindaco Francesco Rogoli. Una riunione ampia e partecipata, aperta alle diverse sensibilità presenti all’interno della comunità democratica, che ha confermato la capacità del partito di discutere, analizzare e costruire prospettive politiche guardando al futuro della città.

Il cronista riporta soltanto alcuni dei passaggi emersi nel corso della discussione, sia per esigenze di sintesi giornalistica sia perché non ha potuto assistere all’intero confronto.

Tra i temi più ricorrenti nei vari interventi vi è stata l’analisi della partecipazione al voto. Diversi dirigenti e militanti hanno evidenziato come l’affluenza registrata alle amministrative sia stata piuttosto contenuta, pur collocandosi all’interno di una tendenza nazionale che ha interessato gran parte dei comuni chiamati alle urne.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della continuità amministrativa. In diversi interventi è stata messa in discussione la narrazione che individua una semplice continuità tra le figure dei sindaci Toni Matarrelli e Francesco Rogoli. Secondo molti partecipanti, il concetto da valorizzare dovrebbe essere piuttosto quello della continuità dell’impegno politico e amministrativo del Partito Democratico nel governo della città, esperienza che negli anni ha costruito consenso e risultati.

Il presidente del Consiglio regionale Toni Matarrelli ha proposto una propria lettura del voto, soffermandosi sul significato del risultato ottenuto dalla coalizione di centrosinistra, capace di conquistare oltre il 92 per cento dei consensi. Nel suo intervento ha inoltre ribadito l’autonomia e l’indipendenza del sindaco Rogoli nella delicata fase che porterà alla composizione della giunta comunale. Matarrelli ha ricordato anche di aver condotto una campagna elettorale da consigliere comunale volutamente discreta e di basso profilo, con l’obiettivo di non creare difficoltà o sovrapposizioni ad alcuno dei candidati impegnati nella competizione.

La discussione ha inevitabilmente affrontato il tema della formazione del nuovo esecutivo. Da più parti è stato evidenziato come vi sia un leggero rallentamento nei tempi di costruzione dell’amministrazione comunale, situazione dovuta anche alle incertezze legate alla proclamazione degli eletti in Consiglio comunale. Il confronto politico si è però concentrato soprattutto sulla necessità che la composizione della giunta rifletta il carattere della coalizione che ha sostenuto Rogoli, un campo largo nel quale partiti e liste civiche hanno contribuito in maniera determinante alla vittoria elettorale.

Tra gli interventi più significativi vi è stato quello di chi ha avanzato esplicitamente al sindaco una proposta di ripartizione politica degli incarichi, indicando una rappresentanza per il Partito Democratico, una per il Movimento Cinque Stelle e l’assegnazione delle restanti posizioni politiche — tre assessorati e la presidenza del Consiglio comunale — ai consiglieri espressione delle liste civiche. Una posizione che, tradotta in una battuta tutta mesagnese, potrebbe essere sintetizzata con l’espressione: «Prima Pd e M5S e a ci è cretu rozzula».

Più misurato il ragionamento sviluppato dal sindaco Francesco Rogoli. Nel suo intervento, dedicato sia alla valutazione del risultato elettorale sia alle prospettive amministrative, il primo cittadino ha richiamato il senso di responsabilità che il Partito Democratico è chiamato a esercitare in questa fase. Rogoli ha sottolineato la necessità di mantenere il ruolo guida del partito all’interno della coalizione, rivendicando legittimamente spazi da protagonista, ma senza compromettere il lavoro politico che ha consentito di costruire una larga alleanza tra forze politiche e liste civiche. Un discorso improntato alla prudenza e all’equilibrio, che guarda anche alle future sfide politiche, a partire dagli appuntamenti elettorali nazionali del prossimo anno.

Nelle conclusioni, la segretaria del circolo cittadino Rosanna Saracino ha ribadito la richiesta del Partito Democratico di essere rappresentato nella futura giunta comunale e ha confermato al sindaco la piena disponibilità del partito a collaborare nella costruzione della nuova esperienza amministrativa.

Adesso la parola passa a Francesco Rogoli. Nei prossimi giorni il sindaco avvierà il confronto ufficiale con le rappresentanze dei partiti e delle liste della coalizione, compreso il Partito Democratico, per raccogliere richieste e indicazioni. Successivamente sarà chiamato a operare una sintesi politica tutt’altro che semplice. L’obiettivo sarà quello di garantire equilibrio e rappresentanza a tutte le componenti della maggioranza, evitando che la nuova consiliatura possa nascere accompagnata da malumori e tensioni interne. Un rischio che ogni amministrazione cerca di scongiurare sin dai primi passi del proprio cammino.

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