Il nostro concittadino Pieraldo Depunzio, in questi anni, si è distinto per un percorso accademico di grande rilievo, caratterizzato da un costante approfondimento del rapporto tra filosofia e teologia, fede e ragione, tradizione e contemporaneità.
Nel 2006 ha conseguito la sua prima laurea in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata, con il massimo dei voti (110/110 e lode). La sua tesi, intitolata “Fede e ragione in Kierkegaard”, affronta uno dei nodi centrali del pensiero moderno, esplorando la tensione tra dimensione razionale e dimensione esistenziale nella ricerca della verità.
Il suo cammino di ricerca prosegue con rinnovato impegno nel campo delle scienze religiose. L’8 marzo 2023 consegue il Baccalaureato in Scienze Religiose con una tesi dal titolo “La questione Dio. Dall’essere fondamento della realtà umana alla sua scomparsa”, ottenendo il massimo riconoscimento accademico: 110/110 e lode, summa vel maxima cum laude probatus. In questo lavoro, Depunzio analizza criticamente il ruolo della questione di Dio nella cultura contemporanea, interrogandosi sulla sua progressiva marginalizzazione e sulle implicazioni antropologiche e filosofiche di tale fenomeno.
Il 13 marzo 2026 ha raggiunto un ulteriore e significativo traguardo con il conseguimento della Licenza in Scienze Religiose, ancora una volta con il massimo dei voti: 110/110 e lode, summa vel maxima cum laude probatus. La tesi, intitolata “Le virtù fondamento dell’Essere: un’analisi filosofica tra Aristotele, Tommaso e Edith Stein”, rappresenta una sintesi matura del suo percorso di studi, mettendo in dialogo tre grandi tradizioni del pensiero filosofico e teologico. In essa emerge una riflessione profonda sul ruolo delle virtù come struttura portante dell’essere umano, capace di coniugare etica, metafisica e dimensione spirituale.
Il profilo accademico di Pieraldo Depunzio evidenzia una coerenza e una profondità di ricerca non comuni, orientate a indagare i grandi interrogativi dell’esistenza umana. Il suo itinerario intellettuale testimonia un impegno costante nel coniugare rigore filosofico e apertura al trascendente, offrendo un contributo significativo al dialogo tra fede e ragione nel panorama contemporaneo.








