Ritorna tra agosto e ottobre il “Barocco Festival Leonardo Leo”, giunto alla XXIX edizione. La rassegna itinerante dedicata alla musica antica nel segno di Leonardo Leo, organizzata dalla Città di San Vito dei Normanni con il Comune di Brindisi, il Ministero della Cultura e la Regione Puglia. Al centro ancora il musicista tra i maggiori esponenti della scuola napoletana del XVIII secolo con natali a San Vito dei Normanni per una edizione che si rinnova nel segno dei più affermati interpreti del repertorio barocco. Il Festival gode del sostegno della Prefettura di Brindisi ed è realizzato con il contributo del Comune di Mesagne.
Il programma 2026 percorre castelli, chiostri, chiese, palazzi, grotte, luoghi del porto e spazi di comunità tra San Vito dei Normanni, Brindisi, Mesagne e Lecce. Il barocco napoletano resta il punto di riferimento del progetto, ma il Festival allarga lo sguardo verso la tradizione popolare, il jazz, il teatro, la musica medievale e rinascimentale, le scuole organistiche europee e il repertorio sacro italiano.
«La cultura – ha affermato S.E. dott. Guido Aprea, prefetto di Brindisi, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione ospitata questa mattina nella Prefettura e moderata dal giornalista Antonio Celeste – occupa gli spazi prima che possano farlo l’illegalità e la devianza. Il Barocco Festival parla soprattutto ai giovani, offre loro esempi, occasioni e strumenti di crescita. Sostenere questa iniziativa significa difendere l’identità del territorio e rafforzare la comunità».
«Il Festival – ha spiegato Isabella Lettori, consigliera regionale della Puglia – contrasta la povertà educativa rendendo accessibile un patrimonio che appartiene a tutti. La musica di Leonardo Leo diventa uno strumento per conoscere la nostra storia e, insieme, per presentare la Puglia al mondo. La presenza in luoghi diversi e il coinvolgimento di artisti internazionali ne ampliano anche il valore turistico e promozionale».
«Il Barocco Festival – ha sottolineato Giuseppe Marchionna, sindaco di Brindisi – è ormai un riferimento europeo per studiosi e interpreti della musica antica. La sua durata nasce da un lavoro di ricerca che ogni anno restituisce opere, partiture e nuove letture al pubblico. La continuità del progetto dimostra quanto rigore scientifico e qualità esecutiva possano generare interesse duraturo».
«San Vito è cresciuta insieme al Festival – ha osservato Marco Ruggiero, sindaco di San Vito dei Normanni – che oggi appartiene alla memoria e all’identità della città. Custodire l’eredità di Leonardo Leo significa assumersi la responsabilità di farla conoscere alle nuove generazioni. L’obiettivo è portare il suo nome e quello del nostro territorio nei più autorevoli contesti internazionali. Per la nostra comunità questo appuntamento rappresenta un impegno culturale che si rinnova e guarda lontano».
«Ventinove anni fa questo progetto aveva già intuito il valore della rete tra istituzioni, territori e soggetti privati – ha ricordato Marco Calò, presidente del Consiglio comunale di Mesagne -. La sua forza sta nella capacità di unire rigore scientifico, qualità artistica e valorizzazione dei beni monumentali. La continuità raggiunta conferma la lungimiranza di un modello che oggi è più attuale che mai».
«La musica genera valore ben oltre il palcoscenico – ha evidenziato Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi – perché attiva competenze, lavoro, turismo e nuove relazioni economiche. Il Festival dimostra che la cultura può diventare una vera industria senza perdere qualità. Investire in progetti di questo livello significa riconoscere alla cultura una funzione produttiva e strategica».
«L’ingresso del Festival nelle chiese barocche di Lecce – ha precisato Giovanni Colonna, direttore dei Servizi culturali di ArtWork Cultura – costruisce un dialogo naturale tra repertorio, architettura e identità dei luoghi. Ogni programma è stato pensato in relazione agli spazi e alle loro caratteristiche acustiche. L’apertura di Santa Croce, San Matteo e Sant’Anna rafforza una collaborazione fondata sulla qualità e sulla cura del patrimonio».
«Cosimo Prontera ha reso comprensibile e vicina una musica spesso considerata distante – ha aggiunto Mario Criscuolo, presidente del Club per l’UNESCO di Brindisi -. Il suo lavoro tutela un patrimonio storico e musicale e, nello stesso tempo, promuove chiese, castelli e luoghi identitari della Puglia. Per questo il Festival incarna pienamente i valori di conoscenza, salvaguardia e condivisione sostenuti dall’UNESCO».
«Il Festival nasce per restituire Leonardo Leo alla storia della musica e alla consapevolezza della sua terra – ha concluso Cosimo Prontera, direttore artistico del Barocco Festival -. Oggi deve diventare un’infrastruttura culturale capace di collegare ricerca, memoria, turismo ed economia. I festival più maturi costruiscono e definiscono una visione del territorio. Questa è la direzione che intendiamo seguire, facendo dialogare la musica con i luoghi, le comunità e le nuove generazioni».
L’anteprima è in programma martedì 4 agosto a San Vito dei Normanni con “Buon compleanno Maestro”, alla vigilia del 332° anniversario della nascita di Leo. Alle ore 21, nel Castello Dentice di Frasso, “Ecletic Inside” presenta “Vincenzo Cipriani meets Leonardo Leo”, con la direzione dello stesso Cipriani. Le architetture musicali settecentesche incontrano armonie e sensibilità contemporanee, in una rilettura che conserva l’identità della scrittura originaria e ne mette in luce possibilità ritmiche e timbriche inattese. Alle ore 23 il percorso raggiunge Casa Leocon “Per le strade del Sud. I moduli tradizionali, le villanelle e un po’ di ciaccona”. L’ensemble “Bona Hora”, diretto da Simone Colavecchi alla tiorba, segue la circolazione di melodie, bassi ostinati e forme di danza tra cultura popolare e repertorio colto. Villanelle e ciaccone riportano la musica alla sua dimensione mobile, passata nei secoli dalle strade alle corti e dalle piazze alle raccolte a stampa.
Il programma si completa con alcune iniziative collaterali dedicate alla conoscenza di Leonardo Leo e del territorio. Il 4, 23 e 29 agosto, alle ore 18, l’Infopoint e la Pro Loco San Vito dei Normanni “Porta del Salento” curano tre tour guidati nei luoghi del compositore, con prenotazione obbligatoria al numero 331 9277579; l’appuntamento del 29 agosto è rivolto in particolare ai bambini ed è gratuito. Dal 5 al 23 agosto, dalle ore 10 alle 12, la Torre dell’Orologio ospita inoltre l’ascolto continuo delle opere di Leonardo Leo, sempre a cura della Pro Loco. Il 6 settembre, alle ore 19, è infine in programma “San Biagio, l’arte nella roccia lungo la via Appia”, visita guidata curata dall’Infopoint e dalla Pro Loco, con prenotazione obbligatoria allo stesso numero.
L’inaugurazione ufficiale si terrà domenica 23 agosto nel Castello Dentice di Frasso con Gala Leo “Don Lionardo: le mie opere, le mie arie, la mia musica”. Federico Fiorio, sopranista, e “La Confraternita de’ Musici”, diretta da Cosimo Prontera, costruiscono un ritratto di Leo attraverso la produzione vocale e strumentale con tutte le arie in prima esecuzione. La voce acuta maschile richiama il mondo dei “castrati” e una scrittura nella quale virtuosismo ed espressione drammatica procedono insieme.
Mercoledì 26 agosto, nel Castello Svevo di Brindisi, va in scena “Drusilla vedova ingegnosa”, intermezzo buffo di Giuseppe Sellitto. Antonella Carpenito interpreta Drusilla, Francesco Masilla è Strabone, con “La Confraternita de’ Musici” diretta al cembalo da Cosimo Prontera. La partecipazione straordinaria di Salvatore Misticone, Nando Paone e Giacomo Rizzo rafforza il versante teatrale di una vicenda costruita su travestimenti, ambizioni, equivoci e rovesciamenti dei rapporti di forza. La regia è di Vincenzo Sarinelli, scene e costumi di Antonio De Lucia.
Il Chiostro dei Domenicani di San Vito ospita sabato 29 agosto“Tableaux vivants”, con l’“Uroboro Ensemble” diretto da Giovanni Di Giorgio. Corpi, gesti, luci e musica ricompongono l’immobilità apparente dei dipinti e la trasformano in azione. Il suono determina il passaggio da un’immagine all’altra e stabilisce un rapporto diretto tra pittura, spazio scenico e presenza degli interpreti.
Mercoledì 2 settembre il Festival approda alle Sciabiche nel porto vecchio di Brindisi con “Il barocco destrutturato. Gli antichi passeggiati alla jazz”. Javier Girotto al sax è l’ospite del “Bar Rock Jazz Convention” guidato da Igor Caiazza. Le melodie antiche vengono scomposte e ricostruite mediante improvvisazioni, variazioni e nuove combinazioni ritmiche. Il richiamo alle “passeggiate”, ornamentazioni praticate dagli interpreti della musica antica, crea un ponte naturale con la libertà del linguaggio jazzistico.
“Urlando l’Orlando” sarà proposto domenica 6 settembre nelle grotte di San Biagio e lunedì 7 nella Casa circondariale di Brindisi. “I Fiati Gloriosi”, diretti da Marco Muzzati, rileggono musicalmente l’“Orlando furioso” con un ensemble di ottoni storici. Battaglie, viaggi, amori e follie del poema ariostesco assumono la forma di richiami, fanfare e contrasti sonori. La seconda esecuzione porta ancora una volta il Festival in un luogo nel quale la musica diventa occasione concreta di relazione.
Martedì 8 settembre, nel Castello Normanno-Svevo di Mesagne, “La musica delle terre” accosta moresche, balli municipali, ground e partite sopra melodie tradizionali. Il tenore Joan Folqué e “La Confraternita de’ Musici” seguono le rotte percorse da ritmi e motivi popolari tra Mediterraneo ed Europa. Forme diverse condividono il principio della variazione: una melodia riconoscibile cambia aspetto senza perdere la propria origine.
Le arie destinate alle grandi voci maschili del Settecento sono al centro di “T’A&T’O: T’amo e T’odio”, domenica 13 settembrenel Castello Svevo di Brindisi. Il controtenore Filippo Mineccia, con “La Confraternita de’ Musici” diretta da Cosimo Prontera, affronta passioni opposte e personaggi sospesi tra desiderio, gelosia, orgoglio e vendetta. La forma dell’aria diventa uno spazio teatrale nel quale la voce può variare, ornamentare e rendere visibile il conflitto interiore.
Mercoledì 16 settembre Palazzo Montenegro ospita “Quadri barocchi, quadri classici”. Il soprano Carolina Lippo canta con “Il Giardino d’Amore Orchestra”, diretta da Stefan Plewniak. Le arie barocche dialogano con pagine strumentali classiche, mostrando il passaggio dalla densità retorica del primo Settecento a una diversa ricerca di chiarezza, proporzione e autonomia orchestrale.
Venerdì 18 settembre, nella Chiesa Matrice di Mesagne, Arturo Barba presenta “Intrecci sonori”, percorsi organistici tra Spagna, Italia e Germania. Tientos, toccate, fantasie, variazioni e scritture contrappuntistiche mettono a confronto tre scuole legate dalla circolazione europea di musicisti e modelli compositivi.
Il Festival supera i confini provinciali e approda a Lecce. La Basilica di Santa Croce accoglie domenica 20 settembre “Sacre vertigini. La musica per le cappelle del Sud Italia”. Stefano Guadagnini, Antonello Dorico, Giuseppe Cacciapaglia e Francesco Masilla, con “La Confraternita de’ Musici” diretta da Cosimo Prontera, ricostruiscono la struttura della polifonia affidata alle voci di canto, alto, tenor e bassus. Linee indipendenti convergono in un’architettura di imitazioni, sospensioni e aperture armoniche portando il gusto teatrale tra le mura sacre.
“Gloriosus Franciscus”, venerdì 25 settembre nel Chiostro delle Scuole Pie di Brindisi, esplora la musica tra Medioevo e Rinascimento. A ottocento anni dalla morte, la figura di Francesco d’Assisi torna al centro di un percorso che ne mette in luce l’attualità spirituale e culturale. Protagonista l’“Anonima Frottolisti”, diretta da Massimiliano Dragoni, con un programma di laude, canti devozionali e repertori confraternali.
Domenica 27 settembre, nella chiesa di San Matteo a Lecce, “Mater Misericordiae” riunisce le intonazioni napoletane del “Salve Regina”. Il soprano Maria Grazia Schiavo canta con l’“Ensemble Discantus” diretto da Luigi Grima. Uno stesso testo mariano assume forme differenti: preghiera raccolta, virtuosismo vocale, dolore e luminosità.
Giovedì 1 ottobre, nella chiesa di Sant’Anna a Lecce, “Cerva dell’aurora” mette in relazione Napoli e Venezia, capitali della musica sacra. Il mezzosoprano Marta Fumagalli è accompagnato dall’“Ensemble Salomone Rossi”, diretto al violino da Lydia Cevidalli. Cantabilità napoletana e brillantezza strumentale veneziana definiscono due differenti modi di tradurre la parola sacra.
La conclusione è in programma domenica 4 ottobre nel Chiostro dei Domenicani di San Vito con “Posilecheata. Balli, canzoni e villanelle alla napolitana”. L’ensemble “Ai Vis Lo Lop”, diretto da Alessandro De Carolis al flauto, riporta la musica alla festa, al dialetto e alla danza. Dopo due mesi di concerti, il Festival chiude la sua finestra estiva tra forme popolari e scrittura colta, nello stesso movimento che attraversa l’intera edizione: partire da Leonardo Leo per seguire i molti viaggi compiuti dalla musica attraverso i luoghi e la storia.








