La UIL di Brindisi promuove in ogni occasione utile politiche di sistema, scelte strategiche capaci di incidere strutturalmente sul modello di sviluppo del territorio. Siamo da sempre convinti che la chiave per il futuro sia «mettere in rete» competenze, infrastrutture, formazione e innovazione ed in questo senso a Brindisi vi è un luogo fisico che da decenni rappresenta la «casa ideale» perché questo avvenga: il comprensorio della Cittadella della Ricerca, sulla Statale 7, un asset troppo a lungo sottovalutato.
Sorta alla fine degli Anni Ottanta grazie alla lungimiranza delle Istituzioni Locali la Cittadella ha una lunga e travagliata storia che non deve rimanere un esperimento del passato ma diventare Piattaforma aperta per il futuro di Brindisi e dell’intera area ionico-salentina. Nel Comprensorio operano ogni giorno realtà di eccellenza come ENEA, CETMA e DTA e vi insistono il Corso di laurea in Ingegneria Industriale dell’Università del Salento e l’ITS Aerospazio. Quotidianamente centinaia di ricercatori, tecnici e studenti animano la Cittadella costruendo innovazione, trasferimento tecnologico e nuove competenze con risultati e riconoscimenti internazionali. Eppure, a fronte di questo patrimonio e potenzialità straordinarie, la Cittadella versa in condizioni strutturali e gestionali inaccettabili. Chiunque la viva conosce bene a cosa ci riferiamo. Incuria ed abbandono inaccettabili per un asset strategico e decisivo.
La UIL di Brindisi vuole riportare il tema al centro del dibattito pubblico. Crediamo con forza che il rilancio della Cittadella rappresenti una priorità per il tessuto economico e sociale del territorio. Il Comprensorio può offrire una formazione tecnica e specialistica, connessa al mondo del lavoro, di qualità e capace di fare la differenza con molte altre aree del Sud e del Mediterraneo. La Transizione Industriale che Brindisi sta vivendo richiede un ecosistema dell’innovazione capace di integrare ricerca, impresa e formazione permanente ed in questo senso la Cittadella può concretamente diventare il fulcro di un Sistema Integrato che metta in assieme Università, ITS, Centri di Ricerca, Imprese Innovative, Porto, ZES e retroporto, valorizzando le nostre vocazioni Industriali, Logistiche e Aerospaziali.
Ma tutto questo richiede una chiara, forte e coerente volontà politica che ad oggi non vediamo.
Creare occupazione stabile e qualificata per i giovani, contrastare la fuga di cervelli, offrire percorsi formativi coerenti con le nuove filiere produttive. La Cittadella della Ricerca può e deve diventare il simbolo di una Brindisi che non arretra, che non si rassegna, che sceglie di investire su conoscenza, competenze e innovazione come leve di emancipazione sociale.
Dopo anni e decessi sprecati è il momento della responsabilità collettiva. È il tempo delle decisioni coraggiose. Non possiamo più permetterci rinvii, né giochi di rimpallo tra istituzioni. La Cittadella non è solo un complesso immobiliare da riqualificare: è una promessa fatta a un’intera generazione. Riattivarla significa restituire fiducia ai nostri giovani, attrarre investimenti, costruire sviluppo vero e duraturo. Come organizzazione sindacale saremo in prima linea affinché questa sfida diventi realtà. Perché il futuro di Brindisi passa da lì, dalla ricerca, dalla formazione, dal lavoro di qualità. E quel futuro deve cominciare adesso.








