Home PoliticaSabato 16 maggio in Villa raccolta dirme per due proposte di Legge di iniziativa popolare

Sabato 16 maggio in Villa raccolta dirme per due proposte di Legge di iniziativa popolare

da Redazione

La C.G.I.L. quest’anno ha compiuto 120 anni dalla sua fondazione ad opera delle Lavoratrici e dei Lavoratori sfruttati che decisero di mettersi insieme per lottare contro tutti i soprusi e per conquistare il Diritto ad una Vita migliore, a migliori condizioni di lavoro. Così è avvenuto negli anni. Oggi come allora la lotta è necessaria per difendere i Diritti e per affermarne di Nuovi.

Pertanto la Camera del Lavoro di Mesagne comunica che Sabato 16 Maggio 2026 in Villa Comunale, adiacenze della Colonna Votiva, dalle ore 17 alle 21, contestualmente con le Iniziative che si svolgeranno in tutto il Paese, terrà la raccolta firme per 2 Proposte di Legge di INIZIATIVA POPOLARE

. Precisa che ai sensi dell’articolo 71, secondo comma, della Costituzione, il Popolo esercita l’iniziativa legislativa mediante la proposta, da parte di almeno 50.000 elettrici ed elettori. La raccolta delle firme può avvenire in formato cartaceo e con modalità digitali, avvalendosi dell’apposita piattaforma realizzata dal Ministero della Giustizia.

La prima Proposta di Legge è finalizzata ad avere più tutele a favore delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto. Più garanzie per i dipendenti diretti dei committenti. In breve :

  1. CHI LAVORA IN APPALTO DEVE AVERE STESSO SALARIO E STESSI DIRITTI DEI DIPENDENTI DEL

COMMITTENTE Un lavoratore in appalto o subappalto impiegato in attività o servizi tipici del ciclo produttivo del committente deve avere le stesse tutele economiche e normative, e lo stesso inquadramento, di un dipendente del committente.

  1. PIÙ TUTELE AI LAVORATORI AUTONOMI: BASTA SFRUTTARE LE PARTITE IVA! Estendiamo il

principio per cui a parità di lavoro devono corrispondere le medesime tutele e il medesimo costo del lavoro, indipendentemente dalla tipologia di contratto.

  1. PIÙ RESPONSABILITÀ DEI COMMITTENTI PRIVATI SU SALUTE E SICUREZZA Portiamo negli appalti

privati quanto previsto per gli appalti pubblici: è il committente a dover rispondere in termini di quantità di manodopera impiegata e tempi di realizzazione, per ridurre il rischio di incidenti ed infortuni.

  1. PIÙ RESPONSABILITÀ DEI COMMITTENTI PRIVATI E PUBBLICI SU SALARI E DIRITTI Rafforziamo la

responsabilità in solido del committente nei casi di appalto illecito, applicazione di un CCNL non attinente alla reale attività svolta o sotto inquadramento. Questo vale anche in caso di lavoro dipendente o autonomo per una piattaforma digitale, o di lavoro contemporaneo per più committenti (c.d. “pluricommittenza”). In caso di appalto illecito assegnato da una pubblica amministrazione, non potendo per legge assumere i lavoratori in appalto (per obbligo di concorso presso la P.A.), si propone un risarcimento pari a 24 mensilità.

 

  1. APPALTO ILLECITO: ASSUNZIONE DIRETTA DEI LAVORATORI Oggi, anche in caso di accertamento di intermediazione di manodopera da parte dell’Inps o dell’Ispettorato del Lavoro, il lavoratore deve far richiesta al giudice di assunzione presso il committente che ha beneficiato del suo lavoro. Noi chiediamo invece che sia riconosciuto in automatico il contratto a tempo indeterminato presso il committente o i committenti, fatto salvo il diritto del lavoratore a preferire altre soluzioni (es: conciliazione in denaro).
  2. LIMITI ALLE CATENE DEI SUBAPPALTI La maggior parte degli infortuni e delle violazioni di legge o dei contratti collettivi di lavoro, e i maggiori tentativi di infiltrazioni da parte di mafie e criminalità organizzata, avvengono lungo la catena dei Proponiamo che il subappalto sia vietato nei settori o territori dove i rischi sono maggiori. Chi prende un appalto deve poter essere in grado di svolgerlo, almeno per la gran parte, direttamente.
  3. DIRITTO DI INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEI LAVORATORI Nelle aziende con più di 15

dipendenti devono essere previsti momenti informativi tra azienda e sindacato affinché i lavoratori del committente ed i loro rappresentanti sappiano quali attività si intendono appaltare, perché e soprattutto a quali condizioni. Più tutele a favore delle lavoratrici e dei lavoratori in appalto. Più garanzie per i dipendenti diretti dei committenti.

La seconda Proposta è mirata all’aumento del finanziamento del fondo sanitario nazionale ( che non deve essere inferiore al 7,5% del Prodotto Interno Lordo, circa €169,35 MLD, invece di € 143,4-6,4 % del 2025). Al Fine di :

  1. Valorizzare economicamente e professionalmente il lavoro di chi tutela e promuove la salute e garantire il personale necessario ad assicurare prevenzione, assistenza e cura con assunzioni a tempo indeterminato. Prevedendo precisi limiti alle esternalizzazioni.
  2. Assicurare il pieno e omogeneo sviluppo dell’assistenza territoriale definita dal DM 77/2022 (Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Distretti, ecc.).
  3. Garantire il rispetto dei tempi di attesa attraverso investimenti nel SSN per la presa in carico dei bisogni di salute delle persone.
  4. Fronteggiare la NON AUTOSUFFICIENZA perché la salute delle persone anziane è una delle priorità del nostro Paese, da affrontare affermando il diritto all’assistenza e alle cure con una copertura pubblica, universale e uniforme. Potenziando l’assistenza domiciliare e l’assistenza residenziale e
  5. Affrontare la delicata situazione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, salute mentale, dipendenze, consultori familiari, farmaceutica e ricerca.

In questo difficile contesto nazionale ed internazionale queste Iniziative che partono dal Popolo, sono davvero importanti e decisive, lo dimostra il risultato referendario sulla Giustizia. Tutti si devono sentire coinvolti e dare il proprio contributo firmando e promuovendo le 2 Proposte di Legge.

Il Coordinatore della CdL Giorgio Bellacosa

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