Ventiquattro anni di storia e un appuntamento ormai pronto a tagliare il traguardo del quarto di secolo. Il Festival del Fico Mandorlato torna a San Michele Salentino il 29 e 30 agosto, confermandosi uno degli appuntamenti più attesi dell’estate pugliese e portando nel piccolo centro del Brindisino migliaia di visitatori.
La sua forza, però, non sta soltanto nella capacità di rinnovarsi. C’è un elemento che accompagna il Festival da sempre e che oggi assume un significato particolare: il passaggio generazionale. Nel corso degli anni, diverse generazioni di giovani hanno contribuito alla macchina organizzativa e oggi sono proprio le nuove leve a raccogliere il testimone, mantenendo viva una manifestazione che intreccia natura e cultura, prodotti tipici e tradizioni, musica ed economia.
Promosso dal Comune di San Michele Salentino, Regione Puglia, Provincia di Brindisi, Consorzio di Torre Guaceto, Tenuta Moreno e AIS Puglia – Delegazione di Brindisi, e organizzato da Hortus Puglia APS, il Festival avrà come protagonista il Fico Mandorlato, insieme ai fichi freschi e alle produzioni del territorio. Non mancheranno gli stand dedicati alla degustazione e alla vendita, oltre alle degustazioni guidate di vini dolci di Puglia abbinati al prodotto simbolo di San Michele.
Il programma prenderà il via sabato 29 agosto alle 19.30 con la presentazione del libro Dieta Mediterranea. Viaggio tra scienza, tradizione e sapori antichi alla scoperta del segreto della longevità, di Vincenza Giaffredi e Daniele Nucci, moderata dallo chef Angelo Raccontacibi.
A seguire, un convegno dedicato alla rilevanza della promozione dei prodotti agroalimentari per la tutela del paesaggio, con la partecipazione del sindaco Giovanni Allegrini, del presidente di Hortus Puglia Pierangelo Argentiero e delle delegazioni ospiti provenienti dalle altre Città del Fico.
La serata proseguirà alle 22 con Dance Tarantella, spettacolo musicale e tour di piazza che unisce musica popolare e ritmi dance-elettronici.
La giornata di domenica 30 agosto sarà invece dedicata anche all’incontro tra enogastronomia e cultura del vino. È in programma la 16ª edizione del concorso “I migliori vini dolci di Puglia incontrano il Fico Mandorlato”, realizzato in diretta con l’Associazione Italiana Sommelier.
Tra gli appuntamenti culturali spicca lo spettacolo “Siamo tutti figli di Troia”, in programma alle 21.30, una performance che intreccia teatro, danza e arte figurativo-scultorea. La vicenda della guerra di Troia diventa il filo narrativo attraverso cui le voci di Giuseppe Ciciriello e Claudia Ligorio dialogano con le coreografie di Nicola Simonetti, interpretate dalla compagnia Creatura Dance Research.
Il racconto parte dal matrimonio di Peleo e Teti e dalla mela d’oro lanciata fra le dee, per arrivare alla caduta della città di Troia e all’immagine del cavallo di legno che annuncia la fine di un’epoca e, insieme, l’inizio di una nuova.
La serata si concluderà con il concerto di Antonio Castrignanò, affidando alla musica popolare salentina il compito di accompagnare il pubblico dentro una delle espressioni più riconoscibili della cultura del territorio.
Durante le due giornate sarà possibile visitare anche la Mostra pomologica con tutte le varietà di fichi del Mediterraneo, organizzata da Francesco Minonne, esperto di biodiversità del germoplasma frutticolo pugliese, e partecipare ai laboratori di degustazione dedicati alle diverse tipologie di fichi freschi.
Spazio anche alla fotografia con la Mostra a cura dell’Associazione SUN, che presenterà i finalisti del concorso fotografico Abitare il silenzio.
Il Festival, arrivato alla sua 24ª edizione, guarda dunque alla prossima tappa senza perdere il legame con le proprie radici. «Sostenibilità, ben vivere e recupero di una consolidata identità territoriale quest’anno sono ancora più evidenti», sottolinea Pierangelo Argentiero, presidente di Hortus Puglia, evidenziando il ruolo delle nuove generazioni e il passaggio del testimone avvenuto più volte nel corso della storia della manifestazione.
Un concetto condiviso dal sindaco Giovanni Allegrini, che definisce il Festival «un evento identitario per San Michele Salentino», capace di raccontare storia, tradizioni e rapporto con il territorio. Per il primo cittadino, la presenza dei giovani rappresenta oggi un elemento decisivo per custodire e far crescere la manifestazione.
Anche per l’assessora alla Cultura Tiziana Barletta, il valore del Festival va oltre la valorizzazione del prodotto tipico. La manifestazione, osserva, riesce ogni anno a rinnovarsi mettendo insieme arte, cultura, spettacolo e tradizione.
Ed è forse proprio questa capacità di rinnovarsi senza perdere la propria identità a spiegare la longevità del Festival del Fico Mandorlato. Un evento nato attorno a un prodotto della cultura contadina che, dopo 24 anni, continua a cercare nuove forme per raccontare San Michele Salentino.
Il fico resta il punto di partenza. Attorno, però, c’è una comunità che cambia, una nuova generazione che prende il posto di quella precedente e un territorio che prova a costruire il proprio futuro senza rinunciare alla memoria.
Anche il cavallo di Troia che domenica sera entrerà nella scena del Festival può essere letto in questa prospettiva: la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Perché ogni trasformazione porta con sé qualcosa che finisce, ma anche l’energia necessaria per ricominciare.







