Arrivano segnali più rassicuranti sul fronte della TARI per i cittadini di Mesagne. L’aumento della tassa sui rifiuti resta inevitabile, ma dovrebbe attestarsi tra il 16 e il 17 per cento, una percentuale sensibilmente inferiore rispetto al 30 per cento ipotizzato nelle prime valutazioni.
La nuova Amministrazione comunale ha completato la verifica del Piano Economico Finanziario e sta predisponendo la delibera che sarà sottoposta all’esame del Consiglio comunale convocato per martedì 29 luglio, alle ore 16. Il provvedimento definirà la copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sulla base del nuovo quadro economico.
L’assessora all’Ecologia Rosanna Saracino e il sindaco Francesco Rogoli spiegano che il rincaro è la conseguenza dell’aumento dei costi sostenuti per il servizio. A incidere sono soprattutto il prezzo dei carburanti, la perequazione TARI e le maggiori spese per il conferimento dei rifiuti indifferenziati e della frazione organica.
Nonostante questo scenario, Mesagne continua a mantenere una percentuale di raccolta differenziata intorno al 70 per cento. Un risultato positivo che, però, non basta a compensare l’incremento dei costi del servizio e a evitare l’aumento della tariffa. Parallelamente, l’Amministrazione comunale sta approfondendo anche il tema dell’evasione e dell’elusione della TARI. L’obiettivo è verificare lo stato degli accertamenti e ampliare la platea dei contribuenti che versano regolarmente il tributo, così da distribuire in modo più equo il peso del servizio.
Resta alta l’attenzione sull’impatto che il rincaro avrà sui bilanci familiari. Secondo quanto emerge in questa fase di lavoro, il Comune starebbe valutando misure per tutelare i nuclei con redditi più bassi, prevedendo una maggiore incidenza dell’aumento sulle fasce economicamente più solide. La partita, comunque, non è ancora chiusa. Il provvedimento è in fase di definizione e sarà il Consiglio comunale del 29 luglio a esprimersi sulla proposta predisposta dall’Amministrazione.








