Abbiamo appreso dal giornale QuiMesagne che l’Amministrazione comunale starebbe valutando l’introduzione della tassa di soggiorno a Mesagne.
La nostra posizione è chiara: non siamo contrari per principio a questo strumento, ma siamo fermamente contrari a introdurlo oggi, in una città che non garantisce ancora servizi turistici adeguati.
Prima di chiedere altri soldi ai visitatori, l’Amministrazione dovrebbe spiegare cosa sia realmente in grado di offrire in cambio.
Mesagne non può pensare di diventare una destinazione turistica limitandosi a organizzare eventi, concerti e serate estive. Il turismo non si costruisce con le passerelle, i comunicati celebrativi e le fotografie delle piazze illuminate. Si costruisce con servizi efficienti, pulizia, parcheggi, accessibilità, sicurezza e una gestione seria del centro storico.
Oggi, invece, il borgo continua a presentare criticità evidenti.
La ZTL, priva ancora di un sistema di videosorveglianza adeguato, è gestita in modo confuso, con regole poco chiare e numerosi disagi per gli ospiti delle strutture ricettive. Famiglie, anziani e turisti sono spesso costretti a percorrere centinaia di metri trascinando i bagagli, mentre B&B e case vacanza devono affrontare quotidianamente le conseguenze di un’organizzazione inadeguata.
Anche la pulizia sembra procedere a due velocità: grande attenzione nelle piazze degli eventi e minore cura nei vicoli e nelle strade secondarie, dove vivono i residenti e operano numerose strutture ricettive. A ciò si aggiungono le segnalazioni sulla presenza di blatte, sull’insufficienza degli interventi di disinfestazione e sui cali della pressione idrica nelle ore serali.
È questa la città che si ritiene già pronta a chiedere una tassa ai turisti?
Prima di introdurre anche un solo euro di contributo, l’Amministrazione dovrebbe garantire acqua nelle abitazioni, igiene urbana, parcheggi adeguati, accessi organizzati, informazioni chiare e servizi degni di una città che vuole definirsi turistica.
Nel frattempo, le attività economiche devono già fare i conti con l’aumento dei costi e della Tari. A queste difficoltà si vorrebbe aggiungere un ulteriore adempimento a carico di alberghi, B&B e case vacanza. Una tassa presentata oggi come simbolica potrebbe inoltre aumentare negli anni successivi, diventando l’ennesimo strumento utilizzato per coprire le carenze della programmazione comunale.
L’Amministrazione dica piuttosto quali finanziamenti regionali, nazionali ed europei abbia richiesto, quali risorse abbia destinato al turismo e quanto investa nella manutenzione ordinaria rispetto agli eventi e alla promozione.
Chiediamo un confronto pubblico e trasparente con operatori turistici, commercianti, associazioni di categoria, residenti e forze di opposizione. Non accetteremo decisioni calate dall’alto né operazioni presentate come inevitabili senza una valutazione seria delle conseguenze sull’economia locale.
Prima i servizi, poi le tasse. Prima l’accoglienza reale, poi la propaganda turistica.
Tassare oggi una destinazione che sta ancora costruendo la propria attrattività non significa sostenerne la crescita. Significa rischiare di frenarla, scaricando ancora una volta su cittadini, imprese e visitatori il costo di una programmazione insufficiente.
Davide Petiti Rappresentante del Movimento 5 Stelle – Gruppo Territoriale di Mesagne








