Home AttualitàUFFICIO RECLAMI – Pagamento tributi. Lettera aperta

UFFICIO RECLAMI – Pagamento tributi. Lettera aperta

da Cosimo Saracino

Credo sia giunto il momento di rendere pubblico un forte disagio della popolazione Mesagnese, che da qualche tempo è oggetto di persecuzione da parte del Comune circa tributi (TARI-IMU) non pagati.

È giunta l’ora di fare ordine e chiarezza circa questi tentativi da parte del Comune di recuperare somme tributarie non dovute. Chi non può esibire le ricevute di pagamento è fregato!

Premesso che i disagi colpiscono principalmente i Cittadini, ma anche il Personale operante presso tale Ufficio, che, a mio parere, è in balia di un sistema informatizzato non adeguato e si trova ad affrontare giornalmente l’ira dell’utenza che riceve notifiche per tributi non pagati che, in molti casi, non sono dovuti dai cittadini.

Mi rifiuto categoricamente di pensare a tentativi del Comune di recuperare somme non dovute da parte dei Cittadini.

IL PROBLEMA VERO, SECONDO ME, È LA MANCATA ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO TRIBUTI CHE SI ARTICOLA IN MODO DEL TUTTO DISORDINATO, GENERANDO TUTTA UNA SERIE DI INCONGRUENZE A DISCAPITO DEI CITTADINI. UN SISTEMA INFORMATIZZATO OBSOLETO? IN OGNI CASO NON IN LINEA E NON ADATTO AD INTERAGIRE IN MODO PRECISO E PUNTUALE.

Credo che le maggiori vittime di tutto questo siano, guarda caso, gli Anziani che, non avendo buona dimestichezza con i sistemi informatici, pagano il prezzo più alto in assoluto, anche in termini economici.

Quali incongruenze/paradossi con i quali il cittadino è costretto a gestire/combattere?

  • Sistema notifiche: in alcuni casi si riceve una notifica scritta con A/R, con spese a carico del cittadino. Alcune volte si riceve una notifica scritta A/R solamente dell’avviso di mora (incomprensibile), perché bisogna poi scaricare dal sito l’avviso con lo specifico pagamento. Un’operazione che, specialmente gli anziani, non sanno eseguire e che li costringe a rivolgersi a terzi per poter avere la stampa, con oneri che vanno dalle 2 alle 5 euro di spesa, oltre al disagio e al tempo perso. Alcune volte, per la stessa pseudo/infrazione già definita presso l’ufficio, ci si ritrova a ricevere, dopo mesi, un’altra notifica per lo stesso motivo. Per la TARI 2026 (acconto), ci si ritrova nella buca postale l’avviso di pagamento, in modo casuale, da pagare entro 20 giorni dal ricevimento, che non può essere documentato in quanto non riscontrabile. In questo caso l’Ufficio Tributi si basa sulla fiducia del contribuente. È tutto maledettamente contorto. Il termine “fiducia” viene abusato solo a senso unico. Resta il fatto che le date delle scadenze rimangono un enigma.
  • Sistema pagamenti: fino all’anno scorso i pagamenti venivano effettuati tramite F24 semplificato; da quest’anno, facendo riferimento a disposizioni governative, è obbligatorio usare bollettini PagoPA che, nel migliore dei casi, hanno una commissione di 2 euro. Quindi, per pagare 4 rate del tributo, è necessario sborsare almeno 6 euro. I bollettini sono tutti indirizzati a un unico IBAN bancario intestato al Comune di Mesagne. I non residenti in Italia possono pagare i tributi tramite bonifico bancario senza nessun problema.

Ora, mi chiedo: perché il non residente può e il residente no? Perché obbligare il cittadino a un unico sistema di pagamento, obbligarlo a pagare ulteriori commissioni a Enti o Società terze e non lasciare libere varie opzioni di pagamento che il contribuente può scegliere in base al metodo per lui più conveniente?

Tutte le somme versate dai contribuenti transitano attraverso l’IBAN intestato al Comune. Quindi, è impossibile comprendere, da parte di un normale cittadino, il motivo di tale imposizione.

Si tratta di applicare il buon senso oltre le Leggi, perché è importante andare sempre incontro all’interesse del cittadino. Ogni cittadino ha un rapporto bancario personalizzato che gli consente di poter effettuare operazioni di pagamento senza ulteriori commissioni!

Ringrazio sentitamente.

Mario Taurisano

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