Home Politica Unioni civili, Florio: “Io sto con la Catanzaro” 

Unioni civili, Florio: “Io sto con la Catanzaro” 

da Cosimo Saracino
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Caro Direttore, ho seguito la polemica estiva nata su QuiMesagne e alimentata su altre testate locali e su Facebook a proposito di alcune dichiarazioni rilasciate dalla neoinsediata assessora Catanzaro in tema di unioni civili.

La Catanzaro ha, con spiccata ingenuità, affermato pubblicamente che preferirà non celebrare matrimoni tra cittadini del medesimo sesso per non ledere i propri profondi convincimenti religiosi.

Tali dichiarazioni hanno risvegliato i sensi di molti. Di un ex presidente del consiglio comunale, per primo, che ha (qui forse ingenuamente anch’egli) imbastito un paragone (anche grafico) tra il precedente assessore ai servizi sociali, suo stretto sodale, e l’attuale. Del Partito Democratico per intero, poi, eccitato dalla possibilità di inzuppare il biscotto dell’opposizione nella tazza dei diritti civili di cui, come è noto, i renziani sono fervidi alfieri. Delle prefiche dell’ultrasinistra che, incredule davanti a tanta manna mediatica, hanno ritrovato la possibilità di usare la penna a mo’ di manganello. Di un mio carissimo amico dirigente radicale nazionale che ha scagliato una pesante giaculatoria in difesa della causa autentica dell’obiezione di coscienza. Di un’altra mia cara amica, ex assessora ai servizi sociali, che ha scomodato la figlia del suo cantante preferito per una dichiarazione ad personam. Di tanti tra coloro che avevano sempre disprezzato, nelle parole e nei comportamenti, i principi ed i dettami della carta costituzionale ed oggi se ne riscoprono severi tutori.

Così anche Mesagnesera, Mesagne.net, il Quotidiano di Brindisi (in prima pagina, e che titolone!) hanno crocifisso la candida Catanzaro, rea di aver contravvenuto alla legge (non è prevista l’obiezione di coscienza!), di avere perlomeno in uggia la comunità gay e lesbo che intenderebbe sposarsi e, in buona sostanza, di disconoscere la laicità dello Stato. 

A me sembra invece che si sia trattato di un sadico tiro al piccione, anche un po’ disonesto: dove il colombo è la giovane amministratrice e i cacciatori appartengono per la gran parte ad un fronte troppo eterogeneo per origini ed inclinazioni, eppure, nella sostanza, omogeneo. C’è infatti un comune denominatore in questa focosa levata di scudi ed è l’integralismo, come dimostra la univoca fatwa scagliata contro Antonella Catanzaro (“Dimissioni, dimissioni!”). Per me vale la pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’uomo, che sostiene che “la libertà di pensiero, di coscienza, di religione sono a fondamento di una società democratica”. Proprio per questo io sto con lei, pur consapevole che l’assessora avrebbe dovuto tenere per sè la propria fede, ipocritamente rinunciando a rispondere alla domanda del giornalista e, all’occorrenza, delegando chiunque altro a celebrare le unioni civili: chiunque perché l’amministrazione Molfetta ha deciso perentoriamente in tal senso fin dalla sua fondazione, come dimostrano gli annales. Nessuna coppia gay a Mesagne vedrà leso un diritto naturale così importante come quello alla felicità. Certamente neppure dall’assessora Catanzaro, sensibile, perbene e ricca di una fede ecumenica e profonda, quella fede che evidentemente servirebbe ad un po’ degli ayatollah nostrani.
Giuseppe Florio

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4 commenti

Franco venerdì, 29 Luglio 2016 - 8:47

Non ci posso credere. C’è sotto qualcosa ?

manila lupo venerdì, 29 Luglio 2016 - 14:23

La fede in una religione non ha nulla a che fare con i doveri laici di un assessore comunale che deve svolgere il suo lavoro senza pregiudizi. Ammettere di non voler celebrare un matrimonio gay, per fortuna legale in Italia, è vergognoso e deplorevole per un assessore il cui compito è quello di servire tutti i cittadini Mesagnesi senza distinzioni.

Ermes venerdì, 29 Luglio 2016 - 16:12

Opinione discutibilissima! Accettabile solo perché espressa da un esperto in materia.

Franco sabato, 30 Luglio 2016 - 17:42

L intervento dell assessore mi fa vergognare di essere mesagnese. Se si ricoprono incarichi pubblici penso che non ci si possa sottrarre da alcuni compiti . Non voglio giudicare il passaggio politico del assessore ne fare commenti sul convincimento personale della stessa ma dichiarare di sottrarsi ad un proprio dovere la mette , a mio parere , automaticamente in condizioni di dover dichiarare le dimissioni . Se non lo fa , credo che il sindaco la debba sostituire per fare posto a qualcuno con un maggiore senso di servizio al pubblico. La mancanza di simboli di sinistra dalle liste civiche di questa coalizione non deve far spazio a soggetti e gruppi di persone ultraconservatori che ci devono governare . Mesagne è stata , e’, e vuole essere ben altro. Sullo stimato florio che effettua queste dichiarazioni ….. Ancora peggio . a questo punto Meno male che non è più consigliere del sindaco perché pare abbia che perso l’uso del lobo sinistro del cervello

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