Home Dal TerritorioVALENTINA PERSIA AL TEATRO IMPERO CON «NATA CON LA GUÊPIÈRE»

VALENTINA PERSIA AL TEATRO IMPERO CON «NATA CON LA GUÊPIÈRE»

da Redazione

Valentina Persia torna sul palcoscenico con uno spettacolo che mette a confronto aspettative e realtà, passando in rassegna le contraddizioni della vita, i cambiamenti della maturità e le piccole battaglie quotidiane. Domenica 8 novembre, alle ore 21, il Teatro Impero di Brindisi ospita «Nata con la guêpière», il nuovo spettacolo scritto dall’attrice e comica romana insieme ad Alessandro Clemente. L’appuntamento è organizzato da Aurora Eventi di Livio Iaia. I biglietti sono disponibili sul circuito TicketOne e nei punti vendita accreditati.

Il titolo è già una dichiarazione d’intenti. La guêpière, indumento pensato per modellare e contenere, diventa il simbolo di una donna che, superati i cinquant’anni, ha imparato a non lasciarsi modellare dalle aspettative altrui. Un paradosso perfetto per Valentina Persia, che costruisce il suo racconto sulle contraddizioni dell’esistenza, sugli imprevisti e su quella distanza, spesso comica, tra ciò che avevamo immaginato di diventare e ciò che siamo realmente. La domanda dalla quale prende forma lo spettacolo è semplice quanto insidiosa: il destino è stato galantuomo oppure no?

La risposta arriva attraverso un susseguirsi di aneddoti personali, ricordi, osservazioni sul costume e incursioni nelle piccole ossessioni quotidiane. Al centro, il rapporto con il proprio corpo, gli amori, la famiglia, i cambiamenti della società e quella particolare resa dei conti che accompagna la maturità. Persia affronta tutto con il linguaggio che il pubblico conosce: battute rapide, espressioni fulminanti, una gestualità travolgente e soprattutto la capacità di riconoscere il lato ridicolo delle situazioni senza nasconderne gli aspetti più dolorosi.

«Nata con la guêpière» è anche il racconto di una libertà conquistata. Quella di una donna che non sente più il bisogno di corrispondere a un modello, di giustificare ogni scelta o di fingere che gli anni non siano passati. La comicità diventa allora un modo per fare i conti con le proprie fragilità, ridimensionare i fallimenti e riconoscere il valore delle esperienze vissute. Si ride delle convenzioni, delle relazioni, delle illusioni perdute e delle nuove consapevolezze, in un continuo passaggio tra leggerezza e confessione personale.

A rendere riconoscibile la sua comicità è proprio il rapporto diretto con la vita reale. Valentina Persia appartiene a una generazione di artiste che ha attraversato linguaggi e stagioni differenti dello spettacolo italiano. Diplomata all’Accademia nazionale di danza, ha raggiunto la popolarità nel 1994 con «La sai l’ultima?», diventando uno dei volti più amati della comicità televisiva. Da allora ha alternato teatro, varietà, cinema e fiction, lavorando anche con il Bagaglino e partecipando a programmi come «L’isola dei famosi» e «Tale e quale show», fino all’esperienza di «Sinceramente Persia – One Milf Show» sul NOVE.

Negli spettacoli teatrali degli ultimi anni, la comicità si è progressivamente intrecciata con il racconto autobiografico. Anche in questo nuovo lavoro Persia mette in gioco la propria esperienza di donna, madre e artista, senza rinunciare a quella vena popolare che l’ha resa familiare a pubblici di generazioni diverse. Lo scorso 1° ottobre, giorno del suo cinquantacinquesimo compleanno, ha pubblicato anche il singolo «Nata con la guêpière», nato insieme al progetto teatrale. Un’ulteriore espressione della stessa idea: affrontare il trascorrere del tempo senza nostalgia obbligatoria, rivendicando il diritto di cambiare e di piacersi anche fuori dagli schemi. La guêpière diventa così un’armatura ironica, un modo per tenere insieme carattere, sensualità e consapevolezza, senza pretendere che la vita abbia rispettato tutti i programmi.

Lo spettacolo trova la propria forza nell’incontro tra un’esperienza individuale e situazioni nelle quali è facile riconoscersi. Il punto di vista è quello di una donna che guarda indietro senza idealizzare il passato e osserva il presente con una buona dose di disincanto. Ma il racconto parla anche agli uomini, alle relazioni e alle generazioni che si confrontano con aspettative diverse. Perché crescere significa anche imparare a convivere con ciò che non è andato come previsto, possibilmente conservando la capacità di riderne.

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