Home Dal TerritorioVenezia applaude i ragazzi del Piccolo Cinema Ken Loach di Mesagne

Venezia applaude i ragazzi del Piccolo Cinema Ken Loach di Mesagne

da Cosimo Saracino

Pomeriggio di giovedì 3 settembre. Venezia. Sul palco della Mostra del Cinema ci sono i ragazzi di Mesagne, quelli che con determinazione stanno portando avanti il progetto del Piccolo Cinema Ken Loach. Con loro c’è il regista Simone Amendola, autore del documentario che racconta la storia di una piccola sala cinematografica nata nel cuore del centro storico mesagnese.

È stata presentata in anteprima a Venezia, nella sezione Confronti delle Giornate degli Autori, la pellicola che in due anni di lavoro ha seguito i primi due anni di vita del Piccolo Cinema. Una storia tutta mesagnese che oggi arriva al Lido e trova spazio in uno dei luoghi più importanti del cinema internazionale.

In platea c’erano il sindaco Francesco Rogoli, l’assessore Vincenzo Sicilia e il presidente del Consiglio regionale Toni Matarrelli, allora sindaco di Mesagne, che accolse la proposta dei ragazzi e sostenne la nascita di questa esperienza.

Commovente e felice Floriana Pinto, figura centrale di questa storia. È anche grazie a lei se il progetto ha trovato la strada verso Venezia. Insieme a Simone Amendola ha costruito un percorso legato da oltre vent’anni alla figura e al cinema di Ken Loach, attraverso esperienze come il backstage di Ticket, il documentario Quando combattono gli elefanti e il Messapica Film Festival.

Il Piccolo Cinema Ken Loach nasce ad aprile 2024, quando la comunità di Mesagne realizza un video-messaggio per invitare il grande regista britannico all’inaugurazione della sala, con un omaggio a The Old Oak. Da allora quel piccolo spazio gratuito e inclusivo è diventato molto più di una sala cinematografica: è un luogo di incontro, cultura e socialità, capace di riportare in città il cinema d’autore dopo oltre trent’anni.

Ma il vero elemento straordinario sono loro, i ragazzi. Una sala cinematografica gestita interamente da giovani tra gli 11 e i 18 anni, unica esperienza di questo tipo in Italia. Ragazzi che prima hanno immaginato un cinema attraverso un cortometraggio scolastico e poi hanno trasformato quell’idea in una realtà concreta.

È una storia che assume un significato ancora più forte perché nasce in un territorio che ha conosciuto il peso della criminalità organizzata. Floriana Pinto, che quel contesto lo ha vissuto da adolescente, è tornata a Mesagne con l’obiettivo di offrire alle nuove generazioni opportunità che a lei erano state negate. Il cinema diventa così uno strumento di crescita, partecipazione e riscatto.

Il documentario, prodotto da Blue Desk con la Regione Puglia nell’ambito del Welfare Culturale, in coproduzione con Apollo Film, con la collaborazione del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola e Serman Studio, porta a Venezia non soltanto la storia di una sala. Porta la storia di una comunità che ha scelto di investire nei propri ragazzi e nella cultura.

E oggi, davanti al pubblico del Lido, quella piccola sala nata nel centro storico di Mesagne ha conquistato un palcoscenico internazionale. A loro va il ringraziamento di una città che, attraverso il cinema, ha trovato un modo per raccontarsi al mondo.

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