Il debutto di “Tutto il resto è prosa”, andato in scena domenica 22 marzo nella sala lettura della Biblioteca Comunale Ugo Granafei, si è rivelato un’esperienza teatrale intima e profondamente evocativa, capace di restituire al pubblico la delicatezza e la tensione emotiva del mondo poetico di Dickinson.
Il reading, inserito nel progetto INTERFERENZE, porta la firma drammaturgica e la regia di Giancarlos Stellini, che intreccia testi originali con il carteggio tra Emily Dickinson e Susan Gilbert Dickinson, costruendo un tessuto narrativo fluido e stratificato. Le parole diventano così voce viva, sospesa tra confessione e distanza: « Ogni giorno che passa e che tu sei lontana, il mondo, che è già grande, diventa sempre più vasto”», emerge come traccia di un dialogo fatto di attese e risonanze interiori.
La voce di Daniela Nisi attraversa questi frammenti con misura e intensità, evitando ogni enfasi e lasciando che siano le parole a generare immagini. « Non so se sto visitando una casa,
se sto abitando un sogno. Ma so che, per un istante, mi sembra di stare decifrando una vita
che un tempo era stata la mia.. », risuona come una dichiarazione poetica che diventa anche chiave scenica: lo spazio si restringe, ma l’immaginazione si espande.
Le musiche ambient di Paco Maddalena accompagnano senza invadere, costruendo un paesaggio sonoro rarefatto. I suoni si insinuano tra le pause, amplificano i silenzi, rendono percepibile ciò che nel testo resta non detto, contribuendo in modo decisivo alla dimensione immersiva dello spettacolo.
Il percorso drammaturgico dialoga con testi come Nella stanza di Emily di Benedetta Centovalli e Una tranquilla vita da vulcano di Sara De Simone, ma si configura soprattutto come un sistema di interferenze emotive, sensoriali e letterarie. La protagonista attraversa una sorta di trance scenica da cui affiorano il suo malessere, la sua diversità, gli amori e le tracce del vissuto personale.
Si genera così un sottile gioco di specchi tra la vita di Emily Dickinson e quella della protagonista: identità che si riflettono, si confondono, si influenzano reciprocamente. La parola diventa un luogo di attraversamento, dove esperienza biografica e suggestione letteraria si fondono in un’unica materia espressiva. « .. amare è più solido che vivere », affiora come eco di una libertà radicale e solitaria, ma anche come segno di una ricerca personale più ampia.
“Tutto il resto è prosa” si impone così come un lavoro di sottrazione e ascolto, in cui la parola diventa materia viva e condivisa. Un debutto riuscito, capace di aprire uno spazio di relazione autentica con il pubblico e di lasciare una traccia sottile ma persistente.
La prossima replica è prevista nel mese di maggio, sempre negli spazi della biblioteca, in occasione dei festeggiamenti per il secondo anniversario dalla riapertura. Per l’occasione, sarà lo stesso Paco Maddalena a proporre una versione concerto del reading, offrendo una nuova chiave di ascolto e ampliando ulteriormente il dialogo tra parola e suono che è al cuore del progetto.
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