Ribaltone Rossotono: dopo un avvio in apnea, la Virtus accende la trappola difensiva e spegne l’Academy. Finisce +16, come all’andata, ma a parti invertite.
C’è una partita dentro la partita al Pala… e la Rossotono New Virtus Mesagne la vince tutta nella seconda. Dopo un primo quarto a tinte ospiti, con l’Academy Basket Nardò che prova a scappare approfittando dei falli precoci su uomini chiave come Fouce e Coppola, i padroni di casa trovano energie inattese dalla panchina.
Sono le seconde linee – Piscitelli, Bangu e Divac – a tenere in vita Mesagne, rintuzzando l’allungo ospite e rimettendo in equilibrio una gara che sembrava già indirizzata.
Ma è nel secondo quarto che la partita cambia volto. Non tanto per l’attacco, ancora a tratti inceppato, quanto per la mano pesante e lucida di coach Olive: una girandola di difese a zona, alternate possesso dopo possesso, manda completamente fuori giri Nardò. È lì che si costruisce il break decisivo.
La pressione difensiva sale, la coppia Marco Giuri–Coppola diventa una trappola continua: recuperi, transizioni, ritmo. Mesagne mette la freccia e non si volta più indietro.
Quando tornano le prime linee, la musica è cambiata. I rossoblu hanno la faccia cattiva, l’energia giusta, e volano rapidamente in doppia cifra di vantaggio. Solo Fouce resta ai margini, frenato da quattro fischi pesanti che ne limitano l’impatto. Ma al rientro lascia comunque il segno: distribuisce assist e, pur con le polveri bagnate dall’arco, mette il sigillo sull’ultimo tentativo di rimonta ospite, spento sul -6 nell’ultimo quarto.
Da lì in poi è gestione e controllo. Nardò si arena contro la difesa mesagnese, fermandosi sotto i 60 punti – evento raro per una squadra abituata a ben altri bottini offensivi.
Il finale lascia un retrogusto agrodolce: sulla sirena, Coppola ha tra le mani il tiro per ribaltare anche la differenza canestri, ma il ferro dice no. Finisce comunque +16, lo stesso scarto dell’andata, ma a ruoli invertiti.
Impresa compiuta, classifica riaperta e uno sguardo già proiettato all’ultima giornata. Poi sarà playoff, e lì – come sempre – sarà tutta un’altra storia.
Ospite d’onore Carlton Mayer







