Home AttualitàIl grano bruciato è un’offesa alla comunità – di Massimo Alibrando

Il grano bruciato è un’offesa alla comunità – di Massimo Alibrando

da Redazione

Bruciare un campo di grano è un crimine gravissimo e vile: distrugge il frutto del lavoro umano e priva la società di una risorsa alimentare primaria. Il grano è pane e il pane ha un’importanza centrale nel nostro credo cristiano e nell’Eucaristia. Pur nella consapevolezza che la giustizia terrena debba sempre tendere alla riabilitazione del reo, bruciare il grano è considerato un reato grave per il suo valore sociale, economico e simbolico. Dal punto di vista giuridico, in Italia la distruzione di prodotti agricoli può integrare specifici delitti penali, oltre a configurare gravi reati contro l’incolumità pubblica e l’ambiente. Se ti capita di assistere a un episodio del genere o noti focolai nelle campagne vicino a Mesagne o nel Brindisino, è fondamentale agire tempestivamente per tutelare il territorio e le nostre risorse agroalimentari.

  • Numero Unico Europeo per le Emergenze: chiama subito il 112 per segnalare l’incendio e richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco.
  • Emergenza ambientale: contatta la Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) della Protezione Civile regionale per favorire il coordinamento delle operazioni di spegnimento.
  • Forze dell’ordine: per denunciare l’accaduto e contribuire all’identificazione dei responsabili, puoi rivolgerti ai Carabinieri o al Comando provinciale dei Carabinieri Forestali. Un’azione tempestiva rappresenta anche un importante deterrente contro il ripetersi di simili episodi.

Va inoltre espressa tanta, tanta solidarietà ai colleghi colpiti da questi roghi. Per mano di criminali balordi vengono colpite persone che lavorano ogni giorno con sacrificio e dedizione. Siamo cittadini attivi: difendiamo e prendiamoci cura del nostro territorio. I popoli che abbandonano o bruciano le proprie terre sono destinati alla decadenza.

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