Home PoliticaPer fortuna c’è Omar Ture: il Consiglio torna a far discutere

Per fortuna c’è Omar Ture: il Consiglio torna a far discutere

da Cosimo Saracino

Questa mattina, all’indomani del Consiglio comunale di ieri pomeriggio, ho fatto uno sforzo di memoria per ricordare quale fosse stata l’ultima seduta in cui i toni si erano accesi al punto da costringere il presidente dell’assemblea a interrompere più volte il relatore.

A dire il vero, la mente è tornata fino a quella notte del febbraio 2002, quando la maggioranza dei consiglieri comunali rassegnò le dimissioni, facendo cadere l’amministrazione guidata da Damiano Franco. Un ricordo riaffiorato forse anche per la recente scomparsa del dottor Elio Distante, che proprio in quella seduta pronunciò un intervento a braccio destinato a rimanere nella memoria politica cittadina. Rivolgendosi ai Democratici di Sinistra, affermò che avevano trovato il loro “Cireneo”, colui che di lì a pochi mesi avrebbe portato sulle spalle la croce della nuova amministrazione. Il riferimento era chiaramente all’avvocato Mario Sconosciuto, che qualche mese dopo vinse le elezioni comunali al primo turno, superando altri cinque candidati per una manciata di voti.

Di quella stagione politica in Consiglio sono rimasti pochi protagonisti: Gino Vizzino e Toni Matarrelli sono gli unici. Dopo ci fu il governo Incalza, in cui il giovane Omar Ture vestiva il ruolo di sostenitore, entrando in municipio la sera della vittoria al grido di «Libertà, libertà». Quindi l’amministrazione Scoditti, Molfetta e i sei anni di Toni Matarrelli. Anni in cui ci sono stati anche tanti consigli comunali effervescenti. Quelli del primo governo Incalza, con la maggioranza di sinistra, furono scoppiettanti. Ne valeva la pena partecipare alle riunioni e ascoltare interventi di spessore politico, con visioni programmatiche e, a volte, scontri personali poi finiti un attimo dopo la chiusura dei lavori.

Ma, tornando ai giorni nostri, l’intervento di Omar Ture di ieri ha colto tutti di sorpresa. Nessuno si sarebbe aspettato da un ex presidente del Consiglio ed ex assessore una lettura della scelta politica del sindaco Rogoli di costruire la sua amministrazione escludendo il Movimento 5 Stelle, che dopo anni era riuscito ad avere un rappresentante all’interno della massima assise civica. Un intervento tagliente, ironico, a tratti duro, che questa mattina veniva commentato in ogni angolo della città. Per questo motivo dovremmo ringraziare il consigliere Ture: ha restituito interesse al dibattito politico e ha riacceso la curiosità di seguire i lavori del Consiglio comunale.

Negli ultimi sei anni il confronto politico aveva progressivamente perso vivacità. Per molti aspetti si era quasi spento. Le sedute scorrevano tra votazioni unanimi e interventi sempre più prevedibili. L’«unanimità» era diventata una parola ricorrente, mentre si faceva fatica ad ascoltare discorsi capaci di trasmettere passione politica, convinzione o autentico confronto. Una lunga sequenza di sedute che aveva finito per alimentare la sensazione che non ci fosse più spazio per interventi coraggiosi, di quelli che in passato avevano caratterizzato il dibattito consiliare con protagonisti come Pompeo Molfetta, Giancarlo Canuto, Damiano Franco o Cosimo Faggiano. L’ultima consiliatura ci aveva regalato un Consiglio secco, arido, quasi cartonato. I lavori duravano al massimo 45 minuti, un’ora, e poi tutti a casa.

Quella di ieri rappresenta, sotto questo profilo, una novità positiva. Non significa condividere o bocciare quanto sostenuto da Omar Ture. Significa semplicemente prendere atto che in Consiglio comunale è tornata la politica, quella fatta di idee, posizioni e confronto, anche acceso. E forse chi aveva liquidato il nuovo civismo come un contenitore privo di contenuti dovrebbe oggi riconsiderare quel giudizio. Siamo sicuri che nei prossimi appuntamenti ci saranno altre novità. Il sindaco apparirà sempre di più ferrato e attrezzato, da un punto di vista politico, per arginare uscite poco dignitose; gli altri consiglieri e qualche assessore sapranno rispondere per le rime all’opposizione di destra e a quella di sinistra. Uno spettacolo che consigliamo a tutti di vivere.

Un’ultima riflessione riguarda il Movimento 5 Stelle. Sui social network si moltiplicano i commenti di attivisti della prima ora che dichiarano di non riconoscersi nel percorso intrapreso dal cosiddetto Campo Largo a Mesagne. È una posizione legittima. Resta però un dato politico difficilmente contestabile: Omar Ture è intervenuto in aula come rappresentante del Movimento 5 Stelle. Un movimento che dispone di organismi provinciali, regionali e nazionali e che ha autorizzato la presentazione della lista e delle candidature. Forse non è più il Movimento delle origini, ma resta il consigliere comunale espressione del partito guidato da Giuseppe Conte.

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