Home dal ComuneMesagne valuta la tassa di soggiorno: prende quota l’ipotesi di un contributo da chiedere ai turisti

Mesagne valuta la tassa di soggiorno: prende quota l’ipotesi di un contributo da chiedere ai turisti

da Cosimo Saracino

L’idea è ancora allo stadio delle valutazioni interne, ma in Comune il tema ha iniziato a circolare con sempre maggiore insistenza. A Mesagne si discute della possibile introduzione della tassa di soggiorno, un provvedimento che potrebbe entrare in vigore nel prossimo anno, anche se al momento non esiste alcun atto amministrativo né una decisione ufficiale. La riflessione nasce negli uffici comunali che si occupano delle attività produttive e si fonda su un dato che fotografa la crescita del turismo cittadino. Nel corso dello scorso anno le presenze registrate nelle strutture ricettive mesagnesi hanno sfiorato quota 60mila, numeri che confermano come la città sia ormai una meta consolidata per i visitatori che scelgono il Salento e l’Alto Salento.

L’ipotesi sulla quale si starebbe ragionando è quella di un contributo simbolico di un euro a notte. Una cifra contenuta che non graverebbe sui residenti, ma soltanto sui turisti che pernottano in hotel, bed and breakfast e nelle altre strutture ricettive. L’imposta verrebbe riscossa dai gestori e successivamente versata nelle casse comunali. Le risorse raccolte potrebbero essere destinate a sostenere iniziative culturali, manifestazioni ed eventi, sia durante la stagione estiva sia nei mesi invernali, oltre a contribuire al miglioramento dei servizi rivolti ai visitatori e alla valorizzazione del patrimonio cittadino. Per ora, però, il confronto è appena iniziato. L’argomento è destinato ad approdare sul tavolo della politica, dove dovrà trovare una sintesi prima di tradursi in un eventuale provvedimento.

Non è la prima volta che il tema viene affrontato. Negli anni scorsi le associazioni che rappresentano le strutture alberghiere ed extralberghiere avevano espresso alcune perplessità. Più che una contrarietà di principio, i gestori avevano manifestato dubbi sull’introduzione di una tariffa unica, temendo che potesse incidere sulla competitività dell’offerta turistica e sulle scelte dei visitatori. La tassa di soggiorno è ormai uno strumento adottato da numerosi Comuni italiani, soprattutto nelle località a forte vocazione turistica. Le somme incassate vengono generalmente reinvestite nella promozione del territorio, nella manutenzione del patrimonio culturale, nel potenziamento dei servizi e nell’organizzazione di eventi.

Se l’ipotesi dovesse concretizzarsi, Mesagne si aggiungerebbe all’elenco dei Comuni che hanno scelto di chiedere un piccolo contributo ai visitatori per sostenere lo sviluppo turistico della città. Al momento, tuttavia, si tratta soltanto di una proposta in fase di approfondimento: nessuna decisione è stata ancora assunta e il confronto tra amministrazione, operatori del settore e categorie economiche è destinato a proseguire prima di arrivare a una scelta definitiva.

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