Home Primo PianoUFFICIO RECLAMI – Emergenza infestanti: il problema è la specie umana

UFFICIO RECLAMI – Emergenza infestanti: il problema è la specie umana

da Cosimo Saracino

Riceviamo un reclamo da parte di un nostro lettore stufo oramai di trovare rifiuti davanti alla sua abitazione di via Sighelgaita. Ce lo scrive con un testo ironico che consigliamo di leggere fino in fondo.


Il tormentone dell’estate mesagnese è la presenza di animali dall’aspetto sudicio, che guizzano nell’oscurità tra le strade della città attenti a non essere scoperti, prediligendo luoghi umidi e caldi. La storia ci ha insegnato come questi animali si siano evoluti così rapidamente nel corso dei secoli, tanto da riuscire ad adattarsi ad ogni tipo di ecosistema e a riprodursi in poco tempo grazie alla capacità di spostarsi rapidamente. Sono animali onnivori, si cibano di qualsiasi sostanza di origine animale e vegetale, si nutrono per raggiungere lo stadio adulto. Vani sono stati gli innumerevoli interventi di disinfestazione adulticida protratti per settimane dagli operatori ecologici della città: tale specie animale pare essere immune a ogni tentativo di contrastarne la proliferazione. I cittadini dotati di senso civico provano a proteggere la natura, mantenendo puliti gli ambienti, ma questi animali sgusciano così rapidamente da riuscire a dileguarsi nell’oscurità.


Sto parlando ovviamente dell’essere umano, appartenente al genere Homo, ordine dei primati e famiglia degli ominidi, una specie animale immonda che, priva di ogni codice etico, se ne infischia delle regole. Qualche essere appartenente a questa specie, l’altra notte ha preferito abbandonare, senza logico motivo, i propri rifiuti presso l’abitazione di chi rispetta, al contrario, ogni regola di civile convivenza.
Non è la prima volta che accadano episodi di questo tipo. Magari tale esemplare vuole semplicemente rendermi partecipe delle proprie abitudini alimentari e delle proprie serate – per esempio, l’altra sera ci teneva che io sapessi che ha consumato un menù di tutto rispetto presso un noto fast food – ma, ahimé, di mestiere non faccio il nutrizionista, per cui sono poco interessato a conoscere il regime alimentare altrui.
Marco Aurelio Antonacci

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