La sanità brindisina attraversa una fase delicata e, secondo l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Brindisi, è necessario intervenire anche sul fronte della governance infermieristica. A richiamare l’attenzione sulle criticità organizzative è la presidente dell’OPI Brindisi, Paola De Biasi, che pone l’accento non solo sulle numerose posizioni ancora vacanti, ma anche sulla necessità di garantire riferimenti professionali e organizzativi stabili all’interno delle strutture dell’ASL. A rendere ancora più complesso il quadro è la recente vacanza della Direzione Generale dell’ASL di Brindisi, dopo la conclusione del mandato del dottor Maurizio De Nuccio. «La sua esperienza – sottolinea De Biasi – ha rappresentato un punto di riferimento autorevole, capace di affrontare passaggi complessi e mantenere una direzione aziendale riconoscibile». Per l’OPI, l’attuale fase di transizione deve essere affrontata con rapidità e senso di responsabilità, evitando che l’assenza di una guida apicale stabile possa aggiungersi alle criticità organizzative già presenti e produrre ulteriori ricadute sui professionisti, sui servizi e, soprattutto, sui cittadini. Ma il tema centrale posto dall’Ordine riguarda la governance professionale infermieristica, che viene definita una componente essenziale dell’organizzazione sanitaria. «Gli infermieri rappresentano l’ossatura quotidiana dell’assistenza – evidenzia la presidente – e non possiamo ignorare la carenza o la mancata piena copertura di incarichi di funzione e organizzazione fondamentali per garantire coordinamento, responsabilità, valorizzazione delle competenze e continuità gestionale». Particolarmente significativa, secondo l’OPI, è la situazione che si registra in alcuni reparti, dove alla mancanza del direttore dell’Unità Operativa Complessa si aggiunge anche l’assenza dell’incarico di funzione e organizzazione infermieristico. Una doppia vacanza che rischia di lasciare contemporaneamente scoperti due importanti livelli di riferimento, quello clinico-organizzativo e quello assistenziale-infermieristico. «Non si tratta di incarichi puramente formali né di semplici avanzamenti contrattuali – spiega De Biasi –. Sono strumenti attraverso i quali vengono attribuite responsabilità precise a professionisti esperti, garantendo il coordinamento delle attività, la gestione dei processi complessi, la formazione e lo sviluppo di nuovi modelli assistenziali». Una struttura organizzativa solida diventa ancora più importante in un momento caratterizzato dalla carenza di personale infermieristico, dalle difficoltà di reclutamento e permanenza, dall’aumento della complessità assistenziale e dall’introduzione di nuove tecnologie e modelli organizzativi. «Laddove mancano contemporaneamente il direttore dell’Unità Operativa Complessa e il riferimento organizzativo infermieristico – aggiunge la presidente OPI – aumenta il rischio di frammentazione, sovraccarico delle responsabilità e difficoltà nella programmazione dell’assistenza. Ne possono risentire anche la formazione, la gestione dell’innovazione, la prevenzione del rischio clinico e la continuità dei percorsi assistenziali». Da qui la richiesta dell’Ordine di passare dalle criticità agli interventi concreti. L’OPI chiede una ricognizione completa dei reparti e dei servizi privi degli incarichi di funzione e organizzazione, la definizione delle posizioni necessarie e la loro copertura, insieme a una programmazione trasparente dei fabbisogni. L’obiettivo, sottolinea De Biasi, è evitare che una struttura strategica possa trovarsi contemporaneamente senza il proprio riferimento medico e senza quello organizzativo infermieristico. «La professione infermieristica non può essere considerata soltanto in termini numerici – conclude la presidente dell’OPI Brindisi –. È una componente strategica della governance sanitaria. La qualità delle cure, la sicurezza dei cittadini e la tenuta dei servizi dipendono anche dalla presenza di una leadership infermieristica riconosciuta, competente e stabilmente coinvolta nei processi decisionali». Per l’Ordine, dunque, il rafforzamento della sanità brindisina passa anche dalla capacità di costruire una governance stabile a ogni livello. «La sanità non si rafforza con le polemiche, ma con responsabilità, programmazione e scelte organizzative coerenti. Se vogliamo davvero difendere la sanità pubblica brindisina – conclude De Biasi – dobbiamo garantire che ogni livello della struttura, medico, infermieristico, tecnico, amministrativo e territoriale, abbia guide stabili, competenze valorizzate e responsabilità chiaramente definite».
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