Sul canile comunale, nell’ultimo anno, si è abbattuta una vera e propria «tempesta perfetta». Una serie di circostanze che hanno reso particolarmente complicata la gestione della struttura e che oggi porta l’Amministrazione comunale a dover trovare una soluzione in tempi strettissimi.
Tutto è iniziato con l’estromissione del precedente gestore a seguito di un’interdittiva antimafia. Da quel momento si è aperta una fase delicata, culminata con l’affidamento della gestione a «I Giardini di Pluto», reiterato con una proroga di un solo mese. Un periodo troppo breve, quest’ultimo, per riuscire ad avviare e completare una nuova gara, anche alla luce di un ulteriore elemento che ha complicato il quadro: una precedente procedura di gara andata deserta.
Nel frattempo è cambiata anche la dirigenza del Comune. La dottoressa Concetta Franco ha lasciato il servizio per il meritato riposo e le competenze sono passate al comandante della Polizia Locale Antonio Ciracì. Un cambio che si è inserito in una situazione amministrativa già complessa.
Ma al centro di questa vicenda ci sono soprattutto loro: i cani ospitati nel canile comunale. E il tempo stringe. La proroga a «I Giardini di Pluto» scadrà il prossimo 21 settembre e non potrà essere ulteriormente prorogata. Senza una soluzione, il rischio concreto è che la struttura possa rimanere senza un gestore incaricato di garantire i servizi essenziali, a partire dall’acqua e dal cibo per gli animali.
Per questo il responsabile del servizio ha deciso di attivare una procedura comparativa riservata alle Organizzazioni di Volontariato (ODV) e alle Associazioni di Promozione Sociale (APS), prevista dall’articolo 56 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117. L’obiettivo è individuare un’associazione con esperienza comprovata nella gestione dei canili che possa occuparsi della struttura per i successivi sette mesi.
La procedura scadrà il prossimo 12 settembre. L’Amministrazione ha previsto un rimborso spese di 20 mila euro al mese per sette mesi, per un totale massimo di 140 mila euro. Non si tratta di un corrispettivo forfettario: saranno rimborsate esclusivamente le spese effettivamente sostenute e adeguatamente documentate, secondo quanto previsto dalla procedura.
È una corsa contro il tempo, dunque, con l’obiettivo di arrivare al 21 settembre con una soluzione già individuata e soprattutto senza mettere a rischio la cura degli animali.
Se la procedura riservata alle associazioni dovesse andare deserta, il Comune ha già individuato la strada alternativa: si procederà attraverso una contrattazione sul Mepa, alla ricerca di un’azienda privata specializzata nella gestione dei canili che possa garantire il servizio per i sette mesi necessari.
Una vicenda complessa, nella quale si sono incrociati cambi di gestione, un’interdittiva antimafia, una gara andata deserta e un cambio ai vertici degli uffici comunali. Ora, però, la priorità è una sola: garantire continuità alla gestione del canile e assicurare che ai cani non vengano mai a mancare acqua, cibo e le necessarie cure.







