Riceviamo e pubblichiamo: In merito agli interventi apparsi a mezzo stampa negli ultimi giorni relativi alla gestione dell’Ambito Territoriale Sociale BR4 e alla riduzione delle ore di integrazione scolastica, intervengo in prima persona per chiarire la reale situazione e ristabilire la verità dei fatti.
In primo luogo, ritengo doveroso respingere con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione politica: il Consorzio ATS BR4 non è mai stato, e non sarà mai, un luogo di contesa partitica. Trovo inaccettabile che qualcuno pensi di farsi propaganda politica sui servizi essenziali destinati ai minori con disabilità, sulla tranquillità delle loro famiglie e sulla continuità lavorativa degli operatori.
Una delle inesattezze più gravi emerse nel dibattito riguarda le recenti stabilizzazioni dei 18 dipendenti del personale dell’Ente — avvenuta nel pieno rispetto del diritto maturato per legge — i cui costi sono etero-finanziati tramite fondi vincolati ben precisi e chein nessun caso possono essere stornati o destinati al servizio di integrazione scolastica. Chi ha gridato allo scandalo ignora i meccanismi base della contabilità pubblica oppure dimostra la chiara volontà di alterare consapevolmente la realtà dei fatti.
A confermarlo ci sono le decisioni che abbiamo assunto nel tempo: il Piano del Fabbisogno del Personale 2025–2027 — come si può facilmente verificare consultando gli atti — è stato approvato nel 2024 dal Consiglio di Amministrazione anche con il voto favorevole della consigliera di Erchie, Chiara Saracino.
Come è pure facilmente consultabile la delibera con atto di indirizzo del giugno 2025 in cui il Consiglio di Amministrazione dell’Ente ha votato a favore della stabilizzazione del personale precario. E anche in quest’occasione, la consigliera di amministrazione Saracino (Comune di Erchie) ha votato a favore delle stabilizzazioni.
Gli stabilizzati sono dunque 18 e non 33, come erroneamente dichiarato dal Sindaco di Latiano, Angelo Caforio, sulla stampa. Ci tengo a sottolinearlo per correttezza di informazione. E sempre a proposito delle dichiarazioni del Sindaco Caforio, oggi contrario al taglio delle ore per l’integrazione scolastica, mi sembra opportuno chiarire che le decisioni si assumono nelle sedi istituzionali — assemblea dei sindaci e CdA — e che il Comune di Latiano ha votato a favore dei tagli che si sono resi necessari. Della riduzione delle ore di integrazione scolastica, valutata già all’inizio dell’anno, tutti i Comuni erano al corrente e tutti si sono dichiarati favorevoli. Questa è la verità dei fatti, verificabile accedendo agli atti disponibili sul sito istituzionale del Consorzio. Una verità forse scomoda ma sicuramente suggestiva per qualcuno, che avrebbe ispirato persino le dimissioni di una consigliera di Erchie, la dottoressa Agnese Cavallone … salvo poi apprendere che la consigliera si era già dimessa da mesi!
Integrazione scolastica: utenti triplicati a parità di risorse
La difficoltà di gestione dell’integrazione scolastica è legata a una sproporzione drammatica tra bisogni cresciuti in maniera esponenziale e fondi trasferiti dagli enti sovraordinati (Stato e Regione): le famiglie che richiedono il servizio sono triplicate, mentre le risorse sono rimaste invariate. Integrazione e flessibilità: sono questi i principi con cui come Consorzio BR4 abbiamo garantito negli anni un monte ore medio per utente nettamente superiore a quello offerto da molti altri ambiti pugliesi e abbiamo ampliato le maglie d’accesso per non lasciare mai indietro nessun bambino, accogliendo le istanze anche fuori dai termini rigidi delle scadenze.
I dati parlando chiaro. Ad oggi gli utenti che beneficiano del servizio sono 379 (fino al 30 settembre il numero potrebbe crescere). Di questi, 329 necessitano di un educatore professionale (160 con disabilità grave e 169 con disabilità lieve), 26 di operatore OSS e 17 di entrambe le figure. Non è superfluo sottolineare che il numero di utenti è pressoché triplicato negli ultimi 5 anni. A fronte di questo aumento imponente dei minori da prendere in carico, l’entità dei trasferimenti finanziari regionali e nazionali non registra un incremento da oltre un decennio. Per l’anno scolastico in partenza, i Sindaci del territorio hanno dimostrato massimo senso istituzionale: hanno aumentato la compartecipazione degli Enti al 100% delle spese trasferite dalla Regione e adottato atti di impegno di ulteriori risorse attingendo dai propri bilanci comunali per mettere in sicurezza il servizio.
A risorse invariate, siamo giunti a un punto in cui non possiamo fare di più, almeno non da soli. L’ipotesi di ripartizione e razionalizzazione del monte ore complessivo — che passa da 12 a 9 ore per i casi gravi e da 9 a 6 per i casi meno gravi — è nata dalla necessità di garantire l’avvio e la continuità del servizio per tutti i 379 bambini, nessuno escluso.
Nessun commissariamento, ma una nuova alleanza con la Regione: è quello che rispondo a chi invoca commissariamenti, paventando ipotetiche gestioni autonome dei singoli Comuni. Perché commissariare equivarrebbe a frammentare i servizi sociali, facendo venire meno il principio di solidarietà territoriale, con un aumento dei costi e minori tutele per chi accede ai servizi in favore delle fasce più fragili della popolazione.
Accolgo favorevolmente il confronto promosso con le sigle sindacali e l’auspicata disponibilità della Prefettura di Brindisi per l’attivazione del tavolo istituzionale. In questo contesto giunge significativa anche la disponibilità espressa dall’Assessore regionale al Welfare, Cristian Casili, quando afferma che in questa fase occorre «lavorare insieme ai territori per coordinare il quadro delle risorse disponibili e individuare le soluzioni più adeguate a garantire la continuità e la qualità del servizio», confermando la presenza della Regione nell’accompagnare gli Ambiti e nel promuovere un proficuo confronto istituzionale, parallelamente alle interlocuzioni con il Governo nazionale, per rafforzare i fondi statali destinati all’inclusione.
La sede del tavolo istituzionale potrà essere quella più opportuna per far emergere compattamente la richiesta che come Consorzio e insieme ai Sindaci avanziamo da tempo: la Regione Puglia deve prendere atto dell’aumento del fabbisogno per adeguare il proprio fondo sociale, trasferendo risorse idonee a garantire sia il diritto allo studio e all’assistenza dei nostri ragazzi, sia la continuità lavorativa ed economica degli operatori impiegati nel servizio.
Come Presidente, continuerò a lavorare con massimo impegno, trasparenza e chiarezza amministrativa, mantenendo saldo l’obiettivo che ha sempre guidato le mie e le nostre scelte: la tutela concreta e responsabile dei cittadini e delle persone più vulnerabili delle nostre comunità.
Lucrezia Morleo
Presidente del Consorzio ATS BR4







