Home Primo PianoAlessandro Carluccio: “Il calcio a Mesagne non può vivere di ritorni”

Alessandro Carluccio: “Il calcio a Mesagne non può vivere di ritorni”

da redazione sport

Riceviamo da Alessandro Carluccio, collaboratore tecnico Agente fifa Cristian Zaccardo e Pathway Manager, questo intervento che pubblichiamo: A Mesagne il pallone torna a rotolare, ma la domanda è una sola: stiamo costruendo il futuro o stiamo semplicemente riavvolgendo il nastro? Il calcio mesagnese vive una fase delicata. Da una parte un Mesagne Calcio che affronta difficoltà societarie e sportive; dall’altra il ritorno in campo di una vecchia gestione, oggi con il Soccer Mesagne, pronta a ripartire dalla Terza Categoria con l’ambizione dichiarata di vincere il campionato. ( sarebbe disastroso non vincerlo)

Il ritorno di persone che hanno fatto la storiella può avere un valore affettivo e identitario. Ma la nostalgia non è un progetto. Ripartire dalla Terza Categoria con gli stessi uomini, le stesse logiche e gli stessi metodi del passato rischia di produrre una fotografia già vista: entusiasmo iniziale, qualche risultato, ritorno del pubblico e poi, ancora una volta, la difficoltà di costruire qualcosa che duri. Sempre allo stesso livello. Mesagne ha bisogno di altro.

Serve una società organizzata come una vera struttura sportiva, con ruoli chiari, direttore sportivo, area scouting, settore giovanile e metodologia condivisa. Serve un progetto almeno triennale, va costruito e scritto , non soltanto sulla squadra della domenica. Il primo investimento deve essere il settore giovanile: ragazzi di Mesagne, del territorio e della provincia, allenatori preparati ,collaborazione con le realtà già presenti e un percorso che permetta ai migliori di arrivare realmente in prima squadra. È una direzione già indicata anche da precedenti progetti locali dedicati alla valorizzazione dei giovani.

Poi servono partnership vere, non soltanto sponsor sul cartellone: società professionistiche, club stranieri, scambi tecnici, formazione degli allenatori, scouting e opportunità per i calciatori. E soprattutto serve una mentalità nuova: meno personalismi, più competenze; meno passato, più programmazione; meno proclami, più risultati misurabili. La Terza Categoria può essere una ripartenza. Ma può diventare anche l’ennesimo punto di partenza destinato a non portare da nessuna parte. Il calcio di Mesagne non ha bisogno di scegliere tra vecchi e nuovi nomi. Ha bisogno di scegliere un nuovo modello. Perché la storia va rispettata. Ma il futuro non si costruisce guardando nello specchietto retrovisore.

Alessandro Carluccio

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