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Buongiorno Sanremo, “I numeri non contano” – di Carla Graduata

da Cosimo Saracino
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Perché oltre il 65% degli italiani ha seguito la prima puntata del Festival di Sanremo, decretando, così, l’ennesimo successo di Amadeus?

Perché in gara c’erano tanti giovanissimi che hanno attirato un nuovo pubblico.

Perché Marco Mengoni è bono.

Perché la Rai ha cooptato etichette discografiche, ha sommerso i social, ha invitato sponsor ed influencer, ha catalizzato l’attenzione su tutte le radio d’Italia.

Perché Fiorello è il più grande intrattenitore degli ultimi 30 anni.

Perché da 5 anni, sul palco dell’Ariston si è allentata la competizione ed è entrata aria di festa di Paese.

Perché abbiamo tutti una maledetta voglia di spensieratezza, di leggerezza, di lustrini e paillettes.

Perché in televisione siamo, ormai, sommersi da fiction, tragedie quotidiane (nazionali ed internazionali, pubbliche e private), da politici urlatori e finti intellettuali da strapazzo; perché siamo rimasti orfani del varietà del Sabato sera, quello con il corpo di ballo, le esibizioni dal vivo, gli abiti alla moda, i comici, gli attori, gli ospiti internazionali.

Soprattutto perché le altre reti hanno abdicato al ruolo della controprogrammazione, lasciando, di fatto, Sanremo da solo a stravincere, ogni anno di più.

Fare “opposizione” sembra essere diventato difficile non solo a livello politico, ma finanche televisivo.

Perché per contrastare la “maggioranza”, così come l’auditel, ci vogliono grinta, passione, perseveranza, libertà, determinazione, costanza, impegno.

Ci vogliono idee nuove, originali, fresche. Ci vuole il coraggio di partire in pochissimi (“i numeri non contano” cit. Giovanni Allevi) per diventare tantissimi.

Bisogna cambiare linguaggio, restando ancorati alla realtà.

Non basta mica un sit-in alle 18:30 sotto la sede della Rai a Roma o la programmazione delle puntate di TERRA AMARA, se non hai strategia, visione ed un gruppo coeso che è pronto a lottare con te!

(*curiosissima di vedere come andrà l’auditel della seconda puntata dopo tutti gli inciampi elencati a seguire)

✅CO-CONDUTTRICE

30 anni fa Giorgia, sul palco di Sanremo, vinse con “…e poi!”, regalandoci la canzone dei primi addii, dei pomeriggi passati a guardare il telefono (fisso) nella speranza di sentirlo squillare, delle bollette Sip alle stelle, dei tailleur con le spalle larghe e la vita stretta.

30 anni dopo Giorgia, sul palco di Sanremo, “scivola”. Ha gli stessi zigomi alti di sempre, porta con fierezza le sue rughe, ha un’eleganza innata ed un sorriso aperto. Ma sono terribili le gag che le hanno cucito addosso, risultano sciapiti i look che ha scelto e nemmeno la voce è quella di una volta. Solo quando esce fuori dai binari del copione, ritorna la ragazzina spumeggiante che tutti amiamo. Lascia il segno finalmente alle 23.51 quando ci regala il suo medley: quanti ricordi, quanto amore sprecato, quante lacrime! La Giorgia “giusta” arriva solo a mezzanotte quando infila, uno dietro l’altro, i suoi più grandi successi.

✅OSPITI e SUPER OSPITI

Alle ore 22:05 sale sul palco dell’Ariston la malattia accompagnata dal talento, o il talento deturpato dalla malattia. Giovanni Allevi è provato, ha i ricci bianchi, si commuove davanti ad un pubblico in delirio e recita il monologo più vero e meno retorico mai ascoltato a Sanremo. Andatelo a riascoltare se lo avete perso. Il 54enne Allevi, non potendo più contare sul suo corpo, suona con tutta l’anima, regalandoci il brano “Tomorrow” perché “ci sia sempre ad attenderci un domani, un giorno più bello”. La scena è sinceramente commovente.

Per scacciare la malinconia, l’orchestra Casadei intona in playback (!) “Romagna mia”.

Alle ore 23:10 arriva John Travolta. Ha 69 anni e sembra un trentenne. E’ belloccio e sensuale. Ma Fiorello e Amadeus lo mettono a ballare il QUA’ QUA’ QUA’. E’ imbarazzato. O annoiato. O presuntuoso. Gli si legge in faccia quello che sta pensando di noi italiani: “Questi sono davvero tutti spaghetti, mandolino e pizza…rroni!” e come dargli torto?

Esce di scena un perplesso Travolta ed entra la musica dance di Bob Sinclair (evviva Raffaella Carrà).

A mezzanotte, il cast di Mare Fuori legge le “nuove parole del glossario per rispettare le donne” scritte da Matteo Bussola (?), un uomo! Di nuovo queste parole non hanno niente. Al contrario, sono ammuffite e paraculo. La mancanza di Michela Murgia su quel palco mi fa ricordare che Amadeus rimane pur sempre un vecchio democristiano.

LICENZIATE GLI AUTORI DI SANREMO 2024!

All’1:04, Leo Gassman canta “Tutto il resto è noia”: canzone che non poteva definire meglio una puntata lunga, noiosa e inutile. Cosa diranno i numeri?

✅CANZONI IN GARA:

Ritornano sul palco tutti i cantanti in gara: 15 cantanti presentano 15 “cantanti che cantano”.

Una scelta autoriale azzeccata che conferma la volontà di Amadeus di non mettere mai gli artisti gli uni contro gli altri, consentendo loro di vivere la gara in amicizia.

Confermo che:

  • la canzone di Dargen D’Amico è intensa e toccante, lui stasera bocciato (merita futuro approfondimento);
  • Gazzelle è un poeta;
  • The Kolors, Geolier ed Emma sbancheranno in radio;
  • Mahmood è fluidamente bello;
  • io sono pazza, pazza, pazza di Loredana Bertè;

A sorpresa:

  • rivaluto Alfa ed Irama.

✅CLASSIFICA UFFICIALE

Per la seconda serata, le canzoni sono giudicate dal Televoto e dalla nuova Giuria delle radio. Questo il podio del 7.2.2024:

3) Annalisa (mbà!)

2) Irama (uhm!)

1) Geolier (ok!)

Questa votazione è la prova provata che Sanremo2024 è seguito tantissimo dai più giovani.

✅MENZIONE D’ONORE

A chi resiste alla malattia, alle onde alte della vita (e della morte), ai dolori ingiusti e inaspettati.
A chi lotta e si oppone alle intemperie. Ai malati. A chi resta, a chi risorge e a chi non c’è più. A chi sceglie di lottare in silenzio e a chi decide di raccontare il suo male. Agli ospedali. Alle liste d’attesa. All’arte, in tutte le sue forme, che è l’unica via per diventare eterni.

✅MENZIONE D’ONORE DA CASA

Ad un piccolo eroe di 11 anni che è entrato nelle nostre vite senza conoscere una parola d’italiano e che, oggi, ascolta con noi le canzoni di Sanremo, pronto a impaginare il suo nuovo album di memoria collettiva.
Alla forza dei più piccoli che, ovunque siano nati, comunque e dovunque siano stati cresciuti, chiedono solo di essere amati e protetti. E alla responsabilità di noi adulti che non dovremmo mai ferirli, mutilarli, offenderli, ucciderli, abbandonarli, farli soffrire.


Prima di chiudere, non posso far finta di niente!
Quest’anno si vota per le Europee e per le Comunali.

La storia di Chiara Ferragni insegna tanto, forse tutto, ai futuri candidati.
Chiara, in una notte, è passata dall’essere la Regina dei social a diventare la peggior nemica del popolo. Perché si sa, quando il consenso è costruito soprattutto sull’apparire, prima o poi… PENSATI LIBERO!

A domani.

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