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Il dott. Osvaldo Colelli va in pensione e scrive una lettera ai suoi pazienti

da Cosimo Saracino
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Il dottor Osvaldo Colelli va in pensione dal prossimo 30 luglio e scrive una lettera commovente ai suoi assistiti. Medico, amico e confidente per i suoi pazienti lascia un lavoro che lo ha tenuto impegnato per oltre 40 anni. Tra qualche settimana lascerà camice bianco e fonendo per dedicarsi ai suoi hobby e soprattutto ai suoi nipoti, ma il dispiacere è tanto e traspare nelle parole di questa lettera affissa nel suo studio medico e dedicata ai suoi pazienti. Chi lo ha avuto come medico lo ringrazia per l’impegno e gli invia un augurio per il prosieguo della vita sempre al servizio degli altri. 

Lettera aperta ai miei assistiti

Carissimi, come già tutti saprete fra qualche settimana finisce la mia attività di medico di famiglia, non certo per mia scelta ma per raggiunti limiti di età…..ahimè

Chi mi conosce bene sa con quanta dedizione e passione ho svolto il mio lavoro per oltre 40 anni, ed ogni mia azione è sempre stata volta verso l’interesse e il benessere di ognuno di voi e delle vostre famiglie e soprattutto verso chi aveva più bisogno. Voi, quasi tutti, dopo tanti anni, non siete più solo miei assistiti, ma siete diventati anche amici, oserei dire parenti, a cui mi lega un affetto profondo e sincero, ed ogni vostro problema di salute, ma spesso anche di altro, è sempre stato o è diventato anche un mio problema, e ho sempre messo tutto il mio impegno e tutte le mie capacità di medico per cercare di risolverli.

In tanti anni, a volte avrò mancato di precisione diagnostica o di attenzione verso qualcuno di voi, e questa è l’occasione giusta per scusarmi, ma quando sarà capitato non è stato mai volontariamente. Anche con la migliore volontà, capita di sbagliare qualcosa e nella nostra professione, purtroppo, gli errori possono essere fatali, spero solo di averli limitati il più possibile, ma non posso essere certo io a giudicare, magari voi potrete farlo meglio.

Dicevo dell’affetto che provo verso ognuno di voi, ma la cosa più straordinaria e che mi ha sempre gratificato, in tutti questi anni, è l’affetto che mi giungeva da voi, chi più, chi meno. E soprattutto in questi ultimi anni, forse perché si avvicinava il momento della separazione, non mi sono mai mancati i vostri gesti sinceri di stima, di affetto, di attaccamento che mi hanno commosso e mi commuovono ancor di più ora, con l’avanzare dell’età.

Quando ero giovane mi chiedevo come mai i medici, pur raggiungendo una certa età, non avevano voglia di smettere di lavorare, ma ora, che una certa età l’ho raggiunta io, riesco a capire il motivo. Chi si è sentito utile e spesso necessario per tante persone, lasciando l’attività rischia di sentirsi svuotato, inutile, dimenticato e non nascondo di avere anch’io questo timore; e poi c’è anche l’idea di abbandonarvi che mi rattrista molto.

Ma nonostante questo, io mi ritengo fortunato per due motivi in particolare: 1) Ho diversi hobby e soprattutto ho una squadra di nipotini che mi terranno impegnato ancor più di adesso e non mi faranno sentire certo inutile…

2) Saprete anche tutti, o quasi tutti, che il giorno dopo che lascerà il dott. Colelli, in questa stessa stanza, troverete la dott.ssa Colelli, Eleonora Colelli, mia figlia, medico già da diversi anni e con una lunga esperienza sia in questo settore che nella medicina d’urgenza, avendo lavorato per molti anni nel 118. Lei ha aspettato me per prendere la convenzione come medico di famiglia, poteva farlo prima in paesi diversi, ed io ho anticipato di qualche mese il mio pensionamento proprio per lasciare a voi la possibilità di usufruire delle sue prestazioni, perché so di lasciarvi in buone mani, naturalmente per chi lo vorrà, E questo mi consola molto.

Infine, ma non in ultimo, non mi resta che ringraziare. Voglio ringraziare i miei colleghi della Medicina di Gruppo che hanno voluto condividere con me questa complicata attività. Abbiamo costituito il gruppo perché condividevamo gli stessi ideali, che si possono sintetizzare con “il paziente al primo posto”, e poi tutto il resto. E qui come non ricordare la mia collega e nonché carissima amica: la compianta dottoressa Santacesaria che ci ha lasciati troppo presto. Da 25 anni lavoriamo gomito a gomito e ci supportiamo a vicenda, per rendere meno gravoso il nostro lavoro e più agevole per voi l’accesso alle cure.

Grazie Pompeo, Vito e Miro.

E grazie anche ai collaboratori di studio che tanto si spendono per evitarvi lunghe attese per delle semplici prescrizioni, gli efficienti Adalgisa e Federico. Un pensiero va anche all’infermiera Caterina che è stata con noi per diversi anni e che tutti ricorderete. Voglio ringraziare altre figure professionali che nel corso degli anni si sono rapportate con me a causa del mio lavoro: mi riferisco ad alcuni impiegati della ASL, medici e non, che inevitabilmente interagiscono con noi per la soluzione di alcuni problemi riguardanti voi assistiti; e mi riferisco soprattutto agli informatori medico-scientifici, tanto utili per aggiornarci sulle ultime novità farmaceutiche, anche se spesso, purtroppo, malissimo accolti da voi pazienti in attesa.

Fanno un lavoro durissimo, in giro tutto il giorno e tutti i giorni, per esigenze aziendali e per convincere noi medici sulla bontà dei loro farmaci. Ho sempre rispettato il loro lavoro accogliendoli sempre con garbo e gentilezza. Con alcuni di loro, nel corso dei decenni è nata una vera e sincera amicizia, che va oltre gli interessi professionali. Voglio ringraziare la mia famiglia che ha avuto tanta pazienza nell’aspettarmi giornalmente perché dall’ambulatorio non tornavo mai, oppure quando portavo a casa i miei problemi di lavoro e soprattutto la mia tristezza in seguito alla perdita di qualche paziente oppure in seguito a diagnosi di malattie incurabili, equivalenti sempre, o come se fossero sempre, mie sconfitte professionali (Avrò fatto tutto il possibile? Avrò fatto la cosa giusta? Potevo capirlo prima?), dubbi purtroppo che non hanno mai risposte.

Voglio ringraziare infine tutti voi, che avete riposto la vostra fiducia in me, che avete avuto pazienza la mattina ad aspettar (non sono mai stato mattiniero), che mi avete perdonato per qualche mancanza, ma soprattutto che mi avete stimato e voluto bene. lo ho fatto di tutto per non deludervi mai.

Un abbraccio

Dr. Osvaldo Martino Colelli

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