Riceviamo e pubblichiamo: La discesa in campo, forse inaspettata, del centrodestra unito attorno alla candidata sindaca, la dott.ssa Giorgia Campana, vuole rendere protagonista un’intera comunità e pretende di dettare percorsi alternativi ai cosiddetti tempi nuovi.
E attorno ad essi cerca consensi, perché non si rassegna all’idea egemonica di questi anni, inacidita dal pensiero unico e globale.
Vogliamo iniziare a scrivere una nuova pagina per il futuro di Mesagne.
Vogliamo coltivare l’ambizione entusiasta di essere capaci di mutare i riti della politica, puntando, innanzitutto, ad affascinare i cittadini che non vogliono più scambiare diritti con clientele e valori con mercanzie. Vogliamo dimostrare, per quanto possibile, che uno spazio politico esiste e può essere ampliato.
Siamo consapevoli delle difficoltà, ma siamo, allo stesso tempo, orgogliosi di poter affermare che porteremo avanti questo progetto politico contro la casta, quella stessa casta che divora le istituzioni.
La nostra sfida parte dalla promozione di una discussione e di un confronto sui temi della sicurezza, delle imprese e delle professioni, dell’agricoltura e dell’artigianato, del terzo settore, della sanità e del welfare, della famiglia, della lotta alla droga e alla ludopatia, nonché delle politiche sociali e culturali e dell’ambiente.
“Finalmente il centrodestra!”: questa è stata l’esclamazione più ricorrente sulla bocca di molti cittadini, da alcuni espressa in tono ironico, da altri, invece, con compiacimento.
In quel “Finalmente” c’è il ritrovarsi di un popolo che decide di ricominciare.
Ecco, quello spirito entusiasta deve tornare tra noi, e poco importa se, strada facendo, perderemo qualcuno che non ci crede.
Anch’io, folgorato da questo entusiasmo che irradia, soprattutto, la nostra candidata sindaca, dott.ssa Giorgia Campana, mi sono candidato nella sua lista civica “Mesagne che Cambia” come indipendente di F.I.
Sì, siamo scesi in campo convinti di poter dimostrare che non c’è solo il potere nell’orizzonte della politica, ma anche idee attorno alle quali cercare consenso per governare.
Rivendichiamo non solo una storia e un’identità precise, ma soprattutto il diritto di esprimere posizioni politiche differenziate rispetto al pensiero unico imperante che, ormai e purtroppo, ha contagiato molti, compresa una buona parte di elettori ed ex militanti del centrodestra che non hanno nulla a che vedere con il centrosinistra, se non la spartizione delle poltrone.
Occorre, pertanto, superare una comoda fase di stallo, intorpidita dal richiamo di sirene non proprio amiche, e ripartire con massima decisione e passione, ricordando a tutti noi che essere di centrodestra vuol dire anche non dover governare a tutti i costi, svendendo se stessi, anima compresa.
Vuol dire saper rinunciare a poltrone e incarichi, a maggioranze e prebende.
Vuol dire, anche, avere una dignità da difendere.
Vuol dire non tradire chi ancora crede in un centrodestra vivo e lungimirante.
Non avremo margini significativi per saggiare la bontà del nostro progetto, ma dobbiamo misurarci in una campagna elettorale difficile e non possiamo permetterci di non conquistare una rappresentanza istituzionale.
E ciò per dare un preciso segnale alla città: presenza nelle istituzioni e dialogo aperto con chi dice di essere alternativo, anzitutto nei valori, al “cosiddetto” campo largo, al centrosinistra.
Luigi Indolfi
Segretario cittadino di Forza Italia








