Riceviamo a pubblichiamo: Il sottoscritto PASIMENI COSIMO, in qualità di legale rappresentante dell’ Associazione “Cultural…Mente”, desidera sottoporre all’attenzione di codesta Amministrazione alcune considerazioni e note critiche relative all ‘Avviso Pubblico in oggetto. Pur accogliendo con favore la volontà del Comune di Mesagne di valorizzare la struttura immobiliare presente all’interno del Parco Potì, si ritiene che l’impostazione attuale della procedura presenti forti limiti strategici. La principale criticità risiede nello squilibrio dei criteri di assegnazione, fortemente orientati alla valutazione dell’aspetto economico e del massimo rialzo sul canone di concessione.
Il Parco Potì non è un semplice spazio commerciale, ma il principale polmone verde e potrebbe/dovrebbe diventare un centro di aggregazione sociale della nostra comunità. Di conseguenza, la gestione della struttura attigua non può essere ridotta a una mera attività di somministrazione di alimenti e bevande finalizzata al profitto economico. Fissare la scelta del concessionario basandosi prevalentemente sull’offerta economica più vantaggiosa per l’Ente rischia di produrre i seguenti effetti negativi:
- Penalizzazione della qualità: l’assegnazione del bene a chi offre il canone più alto rischia di escludere start-up giovanili, cooperative sociali o imprese locali con progetti qualitativamente eccellenti ma con minori capacità finanziarie iniziali;
- Mancanza di integrazione sociale: un parco pubblico necessita di una gestione capace di integrare la somministrazione commerciale con un progetto culturale, educativo e ricreativo. L’ Avviso Pubblico avrebbe dovuto vincolare la concessione alla presentazione di un piano integrato di animazione territoriale, inclusione sociale e presidio della legalità e della sicurezza;
- Rischio di insostenibilità: un canone troppo elevato, unito alla forte stagionalità dei flussi del parco (altissimi in estate, drasticamente ridotti in inverno), espone il gestore al rischio concreto di crisi finanziaria, con il conseguente pericolo di un precoce abbandono del locale e di una nuova chiusura dello spazio.
Inoltre, l’attuale formulazione dell’ Avviso Pubblico manca di una visione inclusiva e mirata alle diverse categorie di utenza che frequentano quotidianamente l’area.
Un progetto davvero virtuoso avrebbe dovuto premiare soluzioni e servizi specifici per:
- Famiglie e bambini: con laboratori didattici, aree dedicate all’infanzia e un’offerta merceologica sana e accessibile.
- Anziani: promuovendo iniziative di socializzazione e presidi di aggregazione contro la solitudine, specie nelle ore diurne.
- Persone con disabilità: garantendo la totale accessibilità degli spazi, il superamento delle barriere architettoniche e, idealmente, percorsi di inserimento lavorativo.
- Giovani: creando uno spazio di espressione culturale, musicale e artistica sano, lontano dalle logiche del puro sballo notturno.
L’obiettivo primario non può essere quello di far fruttare il patrimonio comunale garantendo alle casse del Comune l’affitto più alto possibile ma quello di garantire con controllo sociale sul territorio. Un parco vivo, animato da attività sane e frequentato da famiglie, diventa un deterrente naturale contro atti di vandalismo, aumentando la sicurezza percepita dell’intera area urbana.
Alla luce di tali considerazioni, si evidenzia come sarebbe stato decisamente più opportuno strutturare l’ Avviso Pubblico attribuendo un peso marginale all’offerta economica e un punteggio decisivo e vincolante al “progetto di gestione e valorizzazione del parco”, tarato sui bisogni della cittadinanza.
Si auspica che codesta Amministrazione possa accogliere la presente critica in uno spirito di costruttiva collaborazione, valutando la possibilità di integrare o rettificare i criteri di valutazione, per garantire al Parco Potì una gestione che sia prima di tutto un valore aggiunto per l’intera comunità di Mesagne.







