Home AttualitàQuarant’anni dopo la maturità, la 5ª B del Liceo Muscogiuri si ritrova: «Certi legami non passano»

Quarant’anni dopo la maturità, la 5ª B del Liceo Muscogiuri si ritrova: «Certi legami non passano»

da Cosimo Saracino

Quarant’anni sono trascorsi da quel diploma, ma il tempo non è riuscito a cancellare l’amicizia nata tra i banchi di scuola. La 5ª B del Liceo Scientifico “Francesco Muscogiuri” di Mesagne, che nel 1986 affrontò l’esame di maturità, si è ritrovata per una serata speciale, tra ricordi, fotografie, sorrisi e qualche inevitabile emozione. A riannodare i fili di una storia iniziata ai tempi del liceo sono stati Vincenzo Papadia, Paolo Incalza, Danilo Vidali, Maria Carmela Scianaro, Sabrina Sansevero, Tiziana Florio, Mina Miccoli, Marilù Solazzo, Ada De Filippis, Maria Antonietta Marino, Ornella Casalino, Marinella Rubino e Giuseppe Scarafile.

Una rimpatriata che ha riportato tutti, almeno per qualche ora, agli anni delle lezioni e delle interrogazioni, delle risate nei corridoi, delle amicizie e dei sogni che allora sembravano ancora tutti possibili. Quarant’anni dopo, davanti alle fotografie e ai racconti di quegli anni, è stato naturale tornare con la memoria a un periodo che ha segnato profondamente le loro vite. La serata è diventata così un’occasione per condividere aneddoti e ricordi, ma soprattutto per ritrovare persone con le quali è stata vissuta una parte importante della propria storia. Nel frattempo sono cambiate le vite, sono arrivate nuove esperienze e sono trascorsi quattro decenni, ma alcuni legami sono rimasti.

Quarant’anni raccontano la strada percorsa da ciascuno, le esperienze vissute, le persone incontrate e tutto ciò che è accaduto dopo aver lasciato quelle aule. E raccontano anche il valore di ritrovarsi, ogni tanto, per ricordare da dove si è partiti. La reunion della 5ª B, oltre ad essere una cena tra ex compagni di classe, è stata un piccolo viaggio nel tempo, con il liceo del 1986 a fare da punto di partenza e i ricordi a ricostruire, per una sera, un pezzo di quella classe. Perché il tempo può cambiare molte cose, ma non sempre riesce a portarsi via ciò che è nato tra i banchi di scuola. E forse la sensazione più bella, dopo quarant’anni, è proprio questa: scoprire che, in qualche modo, tra quei banchi è rimasta ancora una parte di ciascuno di loro.

 

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